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domenica 6 febbraio 2022

IL PAPA SI COMPLIMENTA CON I PESCATORI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO PER IL FISHING FOR LITTER

Durante la trasmissione di questa sera, 6 febbraio, in onda su Rai Tre “Che Tempo Che Fa” condotta da Fabio Fazio, Papa Francesco ha raccontato di aver ricevuto i pescatori di San Benedetto del Tronto i quali gli hanno raccontato del loro fondamentale intervento per la pulizia del mare dai rifiuti plastici.

In un paio d’anni sono riusciti a raddoppiare la quantità di plastiche raccolte. Un’opera che fanno perché sentono che il mare è loro, da loro i suoi frutti e pertanto va curato. 

Anche la marineria di Chioggia svolge una simile azione iniziata in collaborazione con i ricercatori di ISPRA. L’operazione si chiama Fishing for litter e consiste nel conferire a terra i rifiuti non pericolosi raccolti in mare durante l’attività di pesca. Operazione volta a ridurre la quantità dei rifiuti in mare. I pescatori di Chioggia sono stati pionieri in questa attività e a loro si sono poi unite le marinerie di Cesenatico, di Cattolica e di Molfetta nel 2018.

I pescherecci di Chioggia che hanno iniziato questo progetto sperimentale meritano una menzione, essendo questa attività importante per l’ambiente, realizzata nei termini di volontariato e non essendo nota tra la stessa popolazione chioggiotta.

Quindi, grazie per aver cominciato questo progetto al Jolly, al Superbo, all’Albino Tanfa, al Perla Nera, al Furia C, al Gionni Alberto,  al Guerriero della Luce, al Gurra, al Bufera, al Mauro II, al Gulliver e al Salvador 1° oltre che al Motopeschereccio di Renzo Zennaro.


venerdì 4 febbraio 2022

CONTE - INACCETTABILE IL SISTEMA DI SANZIONI PROPOSTO IN COMMISSIONE EUROPEA

“In commissione Pesca al Parlamento europeo, siamo riusciti a far passare l'obiezione per rigettare l'atto delegato del Feampa con cui la Commissione Ue intende rivedere il sistema di sanzioni nel settore.

Come ho denunciato per prima mesi fa, il problema grave è che, per come è stato elaborato l'atto, si puniranno anche quei pescatori che commettono infrazioni di lieve entità, spesso dovute a meri errori burocratici, senza fare distinzione tra chi ha davvero fatto il furbetto e merita di essere punito, e i lavoratori onesti, i quali, anche per una infrazione involontaria, potrebbero perdere i fondi Ue.

Questo per noi è inaccettabile perché significa non rispettare il principio di proporzionalità della sanzione, e colpirebbe ancora di più una categoria alle prese con i gravi rincari dei costi dell’energia e le altre problematiche lasciate aperte da politiche sbagliate decise proprio in sede Ue. Ecco perché sono soddisfatta che la nostra obiezione sia passata in commissione Pesca.

Adesso la battaglia si sposta nella plenaria del Parlamento europeo di febbraio e auspico che lo stesso approccio di buon senso che ha unito i diversi Gruppi sia confermato”.

Lo dice l’eurodeputata della Lega e capogruppo di Identità e democrazia in commissione Pesca al Parlamento europeo, Rosanna Conte.


Sembra quindi che l’Unione Europea continui ad accanirsi contro il mondo della pesca. 

Il fatto che l'atto sia stato rigettato non è ancora una vittoria, ma intanto sembra sia stato fatto un passo verso la tutela di un mestiere che trova sempre più ostacoli. È ora necessario che in Commissione Plenaria sia confermato il rigetto e ci si augura che gli altri Paesi, che vedono messe in pericolo le loro flotte, continuino a costituire un fronte unito e compatto.


L'intento sembra essere voler punire le infrazioni anche di lieve entità, incluse quelle che si possono commettere involontariamente come può succedere anche compilando un modulo, provocando la perdita dei fondi FEAMPA, anche in modo retroattivo, e per la durata fino a 12 mesi, con conseguenti difficoltà per chi si dovesse ritrovare senza i fondi ottenuti su cui faceva affidamento.

Le norme che si vogliono far applicare e che si susseguono facendo pressione nel settore creano un clima di incertezza e di scoramento nei lavoratori nel mondo della pesca. 

I pescatori vogliono rispettare le norme che vengono loro imposte, ma queste devono essere chiare e non devono essere mutevoli nel tempo. In queste condizioni il mestiere non è più appetibile, c’è troppa pressione, troppa incertezza, e viene a mancare quella sicurezza necessaria che renda possibile il ricambio generazionale grazie al quale si porterebbe avanti la professione.

La perdita dei fondi FEAMP potrebbe portare gli armatori a decisioni anche drastiche, quale il disarmo del motopeschereccio o la scelta verso sistemi di pesca meno normati. 
Ora si vogliono coinvolgere le associazioni di categoria, le alleanze e le cooperative ad attivarsi perché i loro Paesi, quelli che sarebbero più toccati, quali Francia, Spagna e Portogallo, siano fermi e irremovibili sulla decisione da prendere. 
Questa è l'ennesima tessera di un puzzle che sta soffocando il settore ittico, dopo l'aumento dei carburanti e le altre imposizioni normative rilasciate dall'UE in materia riduzione dello sforzo di pesca. 

DELUDENTI LE RISPOSTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SULL'AUMENTO DELLE TEMPERATURE DELL'ACQUA

L’Europarlamentare Rosanna Conte, lamenta che le risposte alle interrogazioni presentate in Commissione Europea, sul tema riguardante l’aumento della temperatura delle acque marittime, siano state deludenti.

Afferma, l’Onorevole, che sia le temperature, più alte del consueto, che il traffico di navi che transitano su mari caldi favoriscono il proliferare di specie invasive nel mare Mediterraneo, provocando ingenti danni alla biodiversità. Viene da pensare al granchio blu, crostaceo invasivo che sembra dai dati raccolti, che abbia provocato danni per 100 milioni di euro in Europa.


Sembra che si renda necessario dare direttive per la commercializzazione delle specie aliene, come il granchio blu, le quali, lasciate libere di proliferare, prive di nemici naturali, rischiano di invadere i nostri mari e di diventare deleterie per le specie native. Possono provocare anche danni diretti alle attrezzature della pesca, tranciando le reti.


mercoledì 2 febbraio 2022

CARO-GASOLIO - MARINERIE ITALIANE PRONTE A SCIOPERARE


Una voce si alza da tutte le marinerie d'Italia ed è una voce che chiede d'essere ascoltata.

Da Sestri Levante, Piombino, Taranto, Ancona, Chioggia e da tutta la categoria si alza l’allarme di un settore, quello della pesca, messo in ginocchio dal caro-gasolio.

La categoria soffre per gli aumenti dei carburanti che hanno fatto diventare proibitivo uscire in mare. La situazione ora sta diventando seria, gli armatori devono garantire il minimo salariale ai marinai, ma devono uscire in mare rientrando nelle spese. La spesa per il gasolio è quella che incide maggiormente sui costi ed ora è diventata insostenibile

Tutti ricordano le agitazioni e gli scioperi del 2012 che videro i pescatori affiancare la protesta degli autotrasportatori, tutti subissati anche allora dall’aumento del carburante. Allora le marinerie, unite, bloccarono i porti, i mercati e i rifornimenti alle navi.

Nel 2012 dopo 20 giorni di protesta il prezzo del gasolio  venne abbassato. 

Ora la categoria prevede di muoversi unita, alla ricerca di una soluzione del problema minacciando agitazioni nel caso in cui nessuno ascolti la protesta che si alza.

Le parole non sono sufficienti. Le marinerie italiane chiedono fatti.

domenica 30 gennaio 2022

FIT FOR 55 - CHE IMPATTO AVRA' SULLA PESCA?

L’Europarlamentare Rosanna Conte fa notare che anche i pescherecci potrebbero essere coinvolti dalle disposizioni europee che mirano a ridurre le emissioni di gas serra, portando il limite al 55% rispetto ai livelli del 1990 nell’ambito del pacchetto climatico Fit For 55 verso la carbon neutrality per il 2050.

Per il settore trasporti, pertanto motori, si vogliono ridurre le emissioni puntando a emissioni zero nel 2035 spostando tutto il mercato sul motore elettrico. Una proposta che non è stata accolta in modo entusiasmante dall'industria automobilistica.

Nell’ambito dei pescherecci, la flotta, anche quella chioggiotta, ha motori a volte molto datati e non riuscirebbero a rispettare le nuove direttive se queste andassero a coinvolgere il settore. A quanto afferma l’europarlamentare Conte è stato sottoposto un quesito chiaro in Commissione Europea per capire se intenda eseguire uno studio di impatto specifico per il settore della pesca. Da tempo, conclude Conte, ci si chiede quale sarà l’impatto della transizione energetica sui pescatori e sulle imprese ittiche.

Al momento l’Europa non dà risposte ma si limita ad elencare su quali carburanti si applicheranno ancora le aliquote ridotte, non dando alcuna indicazione specifica per il settore della pesca. 


giovedì 27 gennaio 2022

II COMMISSIONE MOSE - ELIO DALL'ACQUA


Elio Dall’Acqua, armatore e pescatore con un figlio che fa il suo stesso mestiere in un’altra unità da pesca, condividendo completamente il pensiero di Marchi,presidente Co.Ge.Vo. reputa che gli accordi tra le imprese rischiano di creare problemi non indifferenti alle marinerie, tornando sul tema della sicurezza, tema principale del dibattito di ieri sera.

L’osservazione fatta da Dall’Acqua riguarda le comunicazioni, diramate dalla Capitaneria di Porto , ripetutamente, a 24 ore, a12, a 6 per poi trasformarsi in falsi allarmi. rendendo difficile capire l’attendibilità della comunicazione stessa.

Ma non solo. Fa notare dall'Acqua che una parte della diga verso il Forte San Felice sta crollando a causa della velocità dell’acqua. Il mantenere alcune barriere aperte ed altre chiuse provoca corsi d'acqua di portata eccezionale tanto che il motopeschereccio in alcune condizioni riesce a raggiungere le 7 miglia all’ora con i motori al minimo. Correnti d’acqua che possono diventare pericolose e che possono d’altro canto influenzare l’ambiente marino. Altro dubbio sollevato è sul come verranno usate le conche di navigazione, quante barche potranno entrarvi e con che modalità, temi che chi ne deve usufruire dovrebbe conoscere.


II COMMISSIONE MOSE - MICHELE BOSCOLO MARCHI - CO.GE.VO.

 

La seconda discussione che ha visto impegnata la II commissione consiliare ha riguardato il Mo.S.E.
Oltre ai membri della commissione erano presenti esponenti del mondo della pesca, sia dell’associazionismo che pescatori e armatori a partire da Antonio Gottardo presidente dell’Alleanza delle Cooperative Veneto Pesca; Marco Spinadin, presidente del FLAG GAC Chioggia-Delta del Po; Michele Boscolo Marchi, presidente CoGEVO armatore e pescatore e Elio dall’Acqua di Federpesca, armatore e pescatore.

Come poi verrà riportato al termine della seduta dal sindaco, i cantieri per il Mo.S.E. si riapriranno per marzo e i completeranno nell’arco di 18 mesi. Le voci a riguardo sono un po’ confuse in quanto un quotidiano giusto il giorno prima ha dato un'informazione diversa, supponendo tempistiche più lunghe.

L'attenzione sul Sistema MO.S.E. è concentrata in più punti, talmente vasto è l’impatto che questa struttura ha nella nostra comunità, toccando vari ambiti. 

A cominciare dalle opere di compensazione porto rifugio e conche di navigazione. Per il completamento di queste non sembra servano interventi importanti, si parla essenzialmente delle componenti elettroniche.

A riguardo, il primo intervento è stato fatto dal presidente dei Co.Ge.nVo. Consorzio per la Gestione e la Tutela della Pesca dei Molluschi Bivalvi, Michele Boscolo Marchi, il quale, oltre a rappresentare una flotta di 80 imbarcazioni è lui stesso armatore e pescatore e la situazione di rimanere in mare aperto trovandosi le barriere del Mo.S.E. sollevate, impossibilitato a rientrare in porto , la ha vissuta sulla propria pelle, insieme a un’altra ventina di imbarcazioni.

All’epoca la giornata era bella e problemi non ce ne sono stati, ma solo qualche giorno fa un marinaio si è trovato ad aver necessità di soccorso. È intervenuta immediatamente la capitaneria di porto che ha raggiunto l’unità da pesca che aveva richiesto soccorso, prelevato l’uomo che aveva in corso un infarto e portato immediatamente a terra dove il soccorso è stato preso in carico da un'ambulanza del SUEM 118 in pochissimo tempo. La domanda che si pone la marineria è se una cosa simile fosse accaduta con le barriere sollevate, quante speranze avrebbe avuto quell’uomo di essere soccorso in breve. 

Non si tratta solo della perdita di reddito se non si può uscire in mare, ma soprattutto si deve parlare di sicurezza. Chi si trova in mare, se le condizioni meteomarine peggiorassero, o in caso di un’emergenza sanitaria, potrebbe trovarsi a rischiare la vita. Il vero dramma di questa situazione, ciò di cui si dovrebbe tenere maggiormente conto è la sicurezza.

Questo, continua Marchi , è un problema piccolo per il Veneto, ancor più piccolo per l’Italia ma è un grande problema per Chioggia. E conclude con una triste considerazione: “Della pesca non interessa niente a nessuno”. All’uscita di Malamocco i canali restano aperti qualora debbano passare mercantili. Per l’ittico sembra non ci sia spazio nella control room e la sensazione è di essere presi per i fondelli, e di rimanere, tra tante promesse, con un pugno di mosche.


domenica 23 gennaio 2022

FERMI PESCA PIÙ LUNGHI - SERVONO TEMPI DI EROGAZIONE PIÙ BREVI PER LE INDENNITÀ

Rispetto all’anno precedente non sembrano esserci novità sulle indennità previste per i lavoratori dipendenti nelle imprese dedite alla pesca marittima , ma tempi più lunghi di istruttoria. Il reddito degli operatori del settore è ancora fortemente influenzato dalle conseguenze dell’epidemia. 

I tempi di fermo diventano sempre più lunghi e diventa essenziale accorciare i tempi necessari per erogare ciò che spetta ai lavoratori.



I fermi pesca obbligatori per permettere la tutela e l’aumento degli stock ittici deve essere integrata da altre strategie, quali eventuali piani di gestione che prevedano quote in grado di salvaguardare la filiera ma di assicurare anche un reddito alla categoria. Servono aiuti non solo per dare sussidiarietà al reddito ma anche per favorire l’innovazione del settore. 

NASCE EUROPEAN BOTTOM FISHING ALLIANCE (EFBA) PER RAPPRESENTARE LE FLOTTE DA PESCA DA FONDO


Sono 14 i Paesi dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, ad allearsi per presentare al Commissario per la pesca europeo Sinkevicius l’importanza in tutta l’Europa della pesca da fondo. L'alleanza delle organizzazioni della pesca rappresenta oltre 22mila pescatori occupati in circa 8mila unità da pesca.

L’incontro si è tenuto lo scorso 19 gennaio in quanto la Commissione ha dimostrato di non approvare l’utilizzo di alcune attrezzature per la pesca da fondo nell’ottica del piano che intende sviluppare per tutelare gli stock ittici e gli ecosistemi marini in vista dello sviluppo della Strategia 2023 a favore della biodiversità.

Il settore ittico ha dimostrato che il tipo di pesca tanto discusso  è già ben regolamentato e certificato e molti sono stati i rappresentanti del settore intervenuti per evidenziare l’importante ruolo che la pesca da fondo svolge per garantire la sicurezza alimentare, soprattutto ora che la Commissione Europea sta valutando di introdurre nuove limitazioni e restrizioni all’uso delle attrezzature che pescano stando a contatto con il fondo marino.



Chi ha convocato l’incontro è stato Europêche, organismo di rappresentanza dei pescatori dei Paesi appartenenti all’Unione Europea che rappresenta circa 45 mila navi e 80mila pescatori, sia artigiani che di larga scala. Il presidente dell’associazione, Javier Garat, ha ribadito l’importanza del settore che sbarca più di un milione di tonnellate di pescato all’anno, catturato in modo sostenibile, e che rappresenta il 25% degli sbarchi in Unione Europea. Questi generano circa il 40% del fatturato del settore e di conseguenza contribuisce a salvaguardare molte comunità costiere. 

Uno tra gli altri organizzatori dell’incontro, ex Presidente della Pelagic Freezer-Trawler Association, Gerard van Balsfoort, ha dichiarato che la Commissione sulla pesca di fondo si dovrebbe basare su prove reali, scientifiche e su valutazioni d’impatto complete. Altre informazioni infondate non aiuteranno ne la salute degli oceani e neppure quella dei pescatori. 



Nel frattempo è stata annunciata la creazione della European Bottom Fishing Alliance (EFBA) a rappresentanza delle flotte da pesca di fondo aventi sede all’interno dell’Unione Europea. Questa nuova alleanza sarà lanciata il prossimo mese e il suo scopo sarà tutelare e sostenere le realtà economiche sociali e culturali che vivono delle attività di pesca di fondo all’interno dell’Unione Europea. 


L'APPORTO DEI FIUMI È ESSENZIALE PER L'AVVIO DELLA CATENA ALIMENTARE IN ADRIATICO


Il Mare Adriatico sembra essere uno dei mari più ricchi di risorse ittiche, oltre a presentare un habitat adatto alla molluschicoltura. 

Una delle motivazioni l’apporto di minerali e di microelementi che vengono qui condotti dalle acque fluviali che permettono la crescita di microalghe che danno l’avvio alla catena alimentare.

Il Mare Adriatico è considerato una specie di bacino semi chiuso in cui l’apporto dei fiumi ha conseguenze sull’abbondanza di molluschi e sulle specie ittiche. Nonostante ciò il prodotto non riesce a soddisfare le necessità, e per rispondere a questa mancanza è aumentata la produzione dell’acquacoltura

Per evitare il depauperamento delle specie ittiche sono stati elargiti compensi per disarmare i pescherecci, provocando così una riduzione della flotta, sono state aggiunte giornate di fermo ai fermi biologici già previsti e sono stati imposti limiti alla quantità del prodotto pescato.

Altri limiti precedenti hanno interessato il divieto di pesca entro le tre miglia dalla costa e le dimensioni delle maglie delle reti da pesca. Ora si sta pensando a istituire delle Aree Marine Protette.

Molte barche pescano su commissione il pesce azzurro in base alle commesse, senza sprechi e svilimento del prodotto. 


domenica 16 gennaio 2022

DA RIFIUTO A RISORSA, ECCO IL PROGETTO DELLA BIO DESIGN FUNDATION


La
Bio Design Fundation (BDF),  creata dal designer Roberto Guerini a maggio dello scorso anno, è un’organizzazione no-profit il cui scopo è sostenere il rapporto tra uomo e ambiente attraverso design e tecnologie, avendo la natura come fonte di ispirazione.

In tal senso la fondazione cerca di dare risposte a problemi ecologici offrendo soluzioni alternative ma concrete nell’ambito della tutela ambientale. Si propone infatti di sensibilizzare la comunità di architetti e ingegneri, nonché quella dei designer e degli artisti sull’effettiva necessità di riutilizzare ciò che attualmente è considerato rifiuto facendolo diventare risorsa, generando reddito e limitando l’impatto ambientale. 

Il principio è ripensare agli oggetti della quotidianità pensando a quello che sarà l’impatto sull’ambiente di un oggetto anche dopo la sua dismissione. La Fondazione si assume un ruolo importante nel contribuire a liberare l’ambiente da rifiuti altrimenti inquinanti.

Il primo progetto è stato presentato e realizzato lo scorso settembre a Chioggia dove è stato siglato un accordo che ha visto coinvolti il Mercato Ittico all’Ingrosso e i pescatori.




Questi ultimi saranno retribuiti dalla Fondazione Bio Design per rifiuti raccolti dal mare e conferiti ai collettori che sono stati posizionati nell’area del mercato.

Ciò va di pari passo con la realizzazione di un termo compattatore mobile che permette di trasformare oggetti realizzati in plastiche diverse separandoli da rifiuti di altra natura e creando nuovi polimeri. Questo permette ai rifiuti di acquistare un valore generando un mercato e mantenendo vivo il ciclo economico del rifiuto stesso.

Tutti coloro che potranno accedere ai siti di raccolta riceveranno un contributo economico per il rifiuto conferito. Sarà quindi possibile fare qualcosa di utile e concreto per l’ambiente raccogliendo la plastica.

Da anni alcuni pescatori di Chioggia partecipano alla raccolta dei rifiuti in mare con le mille difficoltà legate al loro conferimento. Si tratta di una decina di motopescherecci, Albino Tanfa, Bufera, Furia C, Gionni Alberto, Jolly, Mauro II, Perla Nera, Salvador I, Drago/Superbo raccolti nell’iniziativa “Questa barca si prende cura del mare” che ha visto unirsi le forze del Comune di Chioggia e di ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale e che negli anni ha permesso la raccolta di quintali di plastica abbandonate in mare.




martedì 11 gennaio 2022

A PORTO TOLLE UNA SCUOLA SUPERIORE PER FORMARE NUOVI PESCATORI


L’Istituto di Istruzione Superiore Colombo si trova ad Adria, ma vanta corsi sia ad Adria che a Porto Viro e a Porte Tolle proponendo in questa sede un indirizzo di studio rivolto al mondo della pesca.
Si tratta del corso di “Pesca Commerciale e Produzioni Ittiche” presso la Scuola Secondaria di II Grado I.P.S.I.A di Porto Tolle, una scuola territoriale che vuole offrire agli studenti del Basso Polesine un’opportunità di imparare un lavoro .

Il corso in questione è unico nella Regione Veneto, in linea con le direttive MIUR e predilige l’esperienza fatta nei laboratori in contesti operativi, fornendo un collegamento continuo con gli Enti e le attività territoriali. Un corso innovativo che, una volta portato a termine nel percorso quinquennale, fornirà competenze tecniche e professionali per seguire tutte le procedure della filiera produttiva del settore ittico dando uno sguardo attento alla pesca professionale e all'acquacoltura verso la sostenibilità, in un’ottica di sviluppo e innovazione. 
Chi si diploma in questo corso potrà intervenire con un adeguato livello di autonomia in questi settori, incamerando competenze varie, dalle più operative quali la conduzione dell’unità da pesca, le manovre navali, la gestione e la manutenzione degli impianti, alle indispensabili basi teoriche quali la legislazione marittima, la tecnologia della pesca, l’attrezzatura, oltre che la biologia delle specie ittiche, le caratteristiche degli ecosistemi acquatici per finire alle tecniche di allevamento e stoccaggio, conservazione e lavorazione del prodotto. Senza dimenticare l’apprendimento delle nozioni che riguardano la gestione dell'azienda ittica, quali l’organizzazione della logistica, la gestione del lavoro, la
conoscenza delle norme, delle procedure, dei protocolli amministrativi, il controllo della
qualità, la conoscenza e la gestione dei mercati.
Tra le materie di indirizzo figurano quindi l’ecologia applicata alla pesca, le tecnologie nautiche, la conduzione delle imbarcazioni, le tecniche della pesca e dell’acquacoltura sostenibili, il diritto nella filiera ittica, e la tecnologia di conduzione di apparati e di impianti.
La figura che uscirà dal corso potrà affacciarsi con competenza a un mestiere che deve essere innovato col fine di aumentare la competitività e la professionalità  degli operatori