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domenica 23 gennaio 2022

FERMI PESCA PIÙ LUNGHI - SERVONO TEMPI DI EROGAZIONE PIÙ BREVI PER LE INDENNITÀ

Rispetto all’anno precedente non sembrano esserci novità sulle indennità previste per i lavoratori dipendenti nelle imprese dedite alla pesca marittima , ma tempi più lunghi di istruttoria. Il reddito degli operatori del settore è ancora fortemente influenzato dalle conseguenze dell’epidemia. 

I tempi di fermo diventano sempre più lunghi e diventa essenziale accorciare i tempi necessari per erogare ciò che spetta ai lavoratori.



I fermi pesca obbligatori per permettere la tutela e l’aumento degli stock ittici deve essere integrata da altre strategie, quali eventuali piani di gestione che prevedano quote in grado di salvaguardare la filiera ma di assicurare anche un reddito alla categoria. Servono aiuti non solo per dare sussidiarietà al reddito ma anche per favorire l’innovazione del settore. 

lunedì 3 ottobre 2011

PRIMO GIORNO DI PESCA DOPO IL FERMO TECNICO DI LUGLIO E AGOSTO



La marineria di Chioggia ricomincia a pescare domenica notte.
Primo giorno di pesca per la marineria di Chioggia, e non solo, i tempi di pesca definiti sono di tre giorni, però nonostante ci siano stati 60 giorni di fermo pesca e innumerevoli incontri un po’ a tutti i livelli non sono ancora ben chiare per tutti le modalità del giorno di recupero.
Con il decreto del mipaaf del 14/7 scorso nelle 8 settimane successive al fermo pesca scaduto il 30 di settembre nell’area che va da Trieste a Bari ( gsa 17) l’esercizio della pesca a strascico non è consentita il venerdì e un altro giorno a scelta dell’armatore che deve essere comunicato alla Capitaneria di Porto entro il giorno stesso.
Il consorzio armatori pescherecci di Chioggia ha cercato più volte di chiarire e definire questo punto purtroppo gli incontri con l’autorità marittima sono andati deserti a causa delle assenze della marineria stessa.
Si inizia quindi a pescare con un po’ di malumore, la speranza è che il prodotto sia presente, sembra però che il primo giorno di pesca nonostante i 60 giorni di fermo non siano stati entusiasmanti, bisognerebbe riuscire a capire le cause.
Forse anche il clima, con questo settembre con 30 gradi fissi, è una concausa.
Speriamo bene che si arrivi a soluzioni condivise e soprattutto con l’armonia di tutti i pescatori.

venerdì 23 settembre 2011

QUESTA MATTINA INCONTRO A ROMA DELLA COMMISSIONE CONSULTIVA DELLA PESCA 23 SETTEMBRE 2011

Delegazione Chioggiotta alla commissione consultiva della pesca a Roma.
Si riunisce oggi a Roma la commissione consultiva sulla pesca alla quale oltre a partecipare tutte le federazioni ci sarà anche il chioggiotto ROBERTO PENZO detto Tanfa,in rappresentanza della MARINERIA D’ITALIA e D’EUROPA.
Sicuramente il tema principale sarà sulle 72 ore ( avere la possibilità di pescare in 4 giorni invece che in 3 come prevede ora il decreto) proposta che però era già stata bocciata, si spera di riuscire perlomeno a programmarla per il futuro.
Poi senz’altro il tema sarà sulle reti gemelle, in bassa Italia attualmente in alcune località stanno ancora pescando con le reti gemelle particolarmente incisive sul fondale bocciate in altre località per l’impatto ambientale.
E’ un momento particolarmente critico per la pesca: voci che girano che verranno ridotto gli sgravi fiscali sulla contribuzione del 30% alle aziende e quindi dall’attuale 80 si scenderà al 50, i pescatori autorizzati con le reti da posta riferiscono che hanno preso pochissimi pesci mentre l’anno precedente nello stesso periodo c’era molta più abbondanza,quindi i pescatori sono fortemente preoccupati di non riuscire a trovare pesce a sufficienza malgrado il prolungato fermo biologico.
E’ significativo che negli anni precedenti praticamente il 90% dei pescatori approfittava del fermo biologico per portare la barca in cantiere per la manutenzione, quest’anno lo hanno fatto in pochissimi.
Sul tavolo, anche se probabilmente oggi non se ne parlerà, c’è una sfilza di novità che il mondo della pesca dovrà assolutamente fare proprie come ad esempio il passaggio a forme di pesca che prevedano il controllo basato sui quantitativi commercializzabili.
In pratica ogni peschereccio dovrà uscire in mare con la lista della spesa sui quantitativi da portare a casa.
Sentiremo oggi cosa ci riporterà la delegazione Chioggiotta.


L'incontro previsto è saltato per l'assenza delle rappresentanze di altre regioni, sicuramente ci sarà dell'amarezza per chi si è fatto oltre mille chilomentri per essere presenti.

giovedì 15 settembre 2011

L'INCONTRO CON IL MINISTRO ROMANO E' SALTATO

L’INCONTRO CON IL MINISTRO SAVERIO ROMANO E’ SALTATO

Notizie non buone per il mondo della pesca, al di là che l’incontro previsto per oggi con il Ministro Saverio Romano è saltato, anche le richieste di rimodulare il periodo di fermo pesca presentate alla commissione consultiva della pesca portate dal dirigente dell’ufficio regionale del Veneto Dr Mario Richieri , che in sostanza raccoglievano le istanze oltre che del Veneto anche dell’Emilia Romagna e del Friuli sono state respinte ( si chiedeva si anticipare la ripresa della pesca) e quindi continuano a rimanere valide quelle da decreto.
Rimane ancora in piedi invece l’ipotesi per la piccola pesca di poter allungare il periodo di pesca da tre ad almeno quattro giorni ma anche questo verrà valutato dalla commissione consultiva centrale per la pesca e l’acquacoltura che si riunirà la prossima settimana.
Nei precedenti incontri regionali del tavolo della crisi di pesca ai quali hanno partecipato ( cogevo, federpesca, coopesca e coldiretti/impresa pesca) sono stati affrontati i temi attuali relativi alla moria delle vongole ( fasolari) , dei distretti e delle demolizioni della piccola pesca delle quali si chiede di aggiornarle ai pescherecci inferiori alle 10 tsl.
Gli amici del consorzio armatori pescherecci di Chioggia in questi giorni di fermo pesca non si sono mai fermati di incontrare le varie parti per cercare, almeno cercare, di porre i presupposti per risolvere i problemi.
E quindi incontri con l’amministrazione comunale nelle persone del sindaco e del vicesindaco, ai quali, tra le altre cose, hanno sollecitato di trovare la possibilità di aiutare la famiglia dell’amico scomparso in mare Luigino Vianello.
Incontri anche con il mondo del sindacato sempre sul tema delle tabelle di armamento per poter diminuire gli equipaggi da quattro a tre persone ( per le oltre 25 tsl)
Tra le possibilità che si presentano a livello salariale per i marittimi c’è quella  di utilizzare la cassa integrazione in deroga che consentirebbe di mettere in cassa integrazione un giorno alla settimana il marinaio che potrebbe alleviare le difficoltà economiche e di mutuare dalla regione Marche la possibilità di anticipare la retribuzione del fermo pesca al marinaio dall’armatore che, a sua volta, potrà poi scalarla dall’anticipo iva.
Questo però si potrà fare solo con l’accordo tra tutti gli armatori.

VIDEO D'ARCHIVIO PRECEDENTI

 





mercoledì 31 agosto 2011

Incontro a Porto Garibaldi del 30 agosto 2011


Incontro a Porto Garibaldi del 30 agosto 2011
In attesa dell’incontro programmato del 15/9 a Roma dell’assessore regionale alla pesca con il ministero della pesca le marinerie dell’alto adriatico si sono incontrate ieri a Porto Garibaldi.
Sarà stato anche un incontro, forse, di periferia ma evidentemente la presenza di una cinquantina di pescatori in rappresentanza delle marinerie del veneto e dell’emilia romagna ( LEGA,LEGA PESCA,AGC e le marinerie d’Italia e d’Europa) il consorzio armatori pescatori di Chioggia, il vicesindaco di Porto Garibaldi, il sindaco di Goro e l’assessore regionale alla pesca dell’Emilia Romagna (il vicesindaco di Chioggia e assessore alla pesca purtroppo non poteva essere presente) testimoniano la grande preoccupazione della categoria a fronte delle nuove regole entrate in vigore e di quelle che arriveranno ( licenza di pesca a punti).
L’attenzione principale è stata verso i piani di gestione locali infatti l’unione europea praticamente impone un accordo tra le marinerie per quanto riguarda gli orari di pesca che dovrebbero essere uguali per tutti i pescatori,ma qui scatta un primo problema perché per la categoria delle barche all’industria va benissimo pescare per tre giorni di seguito ( 72 ore) mentre per la piccola pesca sarebbe più opportuno , sempre le 72 ore, che però possano essere gestite nell’arco della settimana perché i pescherecci più piccoli hanno più difficoltà in caso di maltempo o di avaria.
La spada di Damocle che impone l’Unione Europea è rappresentata dal doppio spauracchio di sanzioni all’Italia e di tagliare i finanziamenti alla pesca, i piani di gestione dovrebbero essere concordati con un consenso, sembra, del 70% delle marinerie.
Altro problema non da poco è rappresentato dalle maglie da sacco di 50 mm, che in pratica rende impossibile la pesca, mentre dall’altra parte dell’Adriatico le marinerie Slovene e Croate sono libere di pescare senza alcun vincolo e difatti stanno invadendo il mercato mentre i nostri pescatori sono in fermo biologico.
E’ indispensabile trovare un accordo tra di noi, afferma Elio Dall’Acqua, portavoce del consorzio armatori pescatori chioggiotti, è meglio perdere un dito piuttosto che perdere un braccio o magari qualcos’altro.
Molto preoccupato anche per l’introduzione della patente a punti che può arrivare anche alla perdita della licenza di pesca, in pratica alla rovina patrimoniale di una o più famiglie.
Prossime puntate:incontro in regione Veneto e poi a Roma

Andrea Comparato

mercoledì 24 agosto 2011

ASPETTANDO LA FINE DEL FERMO PESCA...........



Mentre aspettano la fine del fermo pesca i pescatori manutenzionano i pescherecci, quali saranno le novità dopo l'incontro del 15 a Roma con il ministro alla pesca? Si possono trovare altre strategie alternative al fermo pesca? CROSARA GIMMJ ci racconta