sabato 28 novembre 2020

FERMO BIOLOGICO 2021, CI SARÀ PIÙ FLESSIBILITÀ PER GLI ARMATORI. SINDACATI PREOCCUPATI DALLA CONTINUA RIDUZIONE DELLO SFORZO DI PESCA

Si è riunito mercoledì scorso al Ministero delle Politiche Agricole il tavolo di consultazione permanente per la pesca e l'acquacoltura. Nella circostanza, è maturato come il numero delle giornate di fermo biologico 2021 non dovrebbe variare più di tanto rispetto all'anno in corso. L'orientamento ministeriale, però, è volto ad assegnare un plafond massimo di giornate di pesca, distinguendo per tipo di imbarcazione e per aree geografiche (GSA), lasciando a ogni armatore la facoltà di scegliere quando effettuare quelle di fermo aggiuntivo, con la massima flessibilità.
Rimangono tuttavia fermi sia il periodo di arresto temporaneo obbligatorio continuativo, sia le limitazioni già previste nei piani di gestione. «Ciò che preoccupa i sindacati - spiega Pierpaolo Piva della FAI CISL - è la riduzione drastica e continua dello sforzo di pesca: quando si ridimensiona un'azienda occorrono ammortizzatori sociali strutturati e altre forme di welfare, cosa che invece a tutt'oggi manca nel settore pesca. Auspico che venga trovata presto una soluzione, pena il collasso del sistema in Italia».

lunedì 16 novembre 2020

NUOVO CONTRATTO DI LAVORO PER GLI IMBARCATI NEI NATANTI DELLE COOPERATIVE DI PESCA, FAI CISL: «RICHIESTE SINDACALI NON IMPOSSIBILI DA ACCOGLIERE»

Ha avuto luogo stamane il primo incontro tra i sindacati e le associazioni datoriali di categoria per imbastire la piattaforma di rinnovo del contratto nazionale di lavoro degli imbarcati nei natanti delle cooperative di pesca. Una forma contrattuale nata nel 2010 e destinata ad armonizzarsi a quella relativa alla pesca industriale: è infatti previsto, ad esempio, il minimo monetario garantito, che consente al lavoratore di poter accedere ad ammortizzatori sociali quali la NASPI».

Le richieste sindacali, commenta Pierpaolo Piva della FAI CISL, non sono ritenute impossibili: «Dalla licenza matrimoniale al fondo per la previdenza complementare, il rinnovo è auspicato il prima possibile perché fa bene anche agli armatori».

venerdì 13 novembre 2020

IL MERCATO ITTICO DIGITALIZZA LA SALA ASTE E SI LANCIA NEL FUTURO: MAZZARO, «DIVENTERÀ LA "BORSA VALORI" DEL MARE ADRIATICO»

Appena compiuti sessant'anni di attività, il mercato ittico all'ingrosso di Chioggia si lancia verso il futuro. Il Comune infatti, in collaborazione con la società partecipata SST e l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha messo a punto un progetto per l'informatizzazione del processo di vendita, del valore di 85mila euro, e al proposito ha chiesto di partecipare al bando regionale finanziato dai fondi europei del FEAMP.

Si tratterebbe, spiega il direttore Emanuele Mazzaro, di una modalità complementare e non sostitutiva di quella tradizionale all'orecchio, peraltro ora frenata dalle restrizioni sanitarie: «Un'asta completamente digitale, con il nastro centrale e il prodotto che attraversa il mercato - dice Mazzaro in collegamento con Chioggia Azzurra - non è compatibile con il mercato di Chioggia, che si regge sopra l'attività di circa 15 commissionari, mentre può avere luogo già altrove».
Tuttavia, la digitalizzazione della sala asta consente di spostarsi in avanti, mantenendo l'asta a orecchio in alcuni casi e negli altri consentire la contrattazione via telefono e online, anche da remoto: «L'intento - continua il direttore del mercato - è trasformare la sala aste in una sorta di Borsa del mare Adriatico, dove i prezzi scorrono contestualmente alle vendite, e tutto viene trasmesso in tempo reale nel sito e nei network del mercato stesso».
Tutti i commissionari avranno la possibilità di usare nuovi sistemi, nel caso il Comune riesca ad aggiudicarsi il bando: «Servirà un regolamento ad hoc per la novità - prosegue il direttore Mazzaro - e poi un periodo di transizione e di prova, per abituare le persone a utilizzare questi nuovi strumenti. Dopo di che, parte di coloro che entrano al mercato per acquistare il pesce potrà farlo dal proprio ufficio: in questo modo Chioggia si aprirà a mercati nuovi, anche dall'estero. Da definire rimarranno le questioni legate alla logistica e al trasporto».
Nella disgrazia accaduta quest'anno con il Coronavirus, anche un risvolto "positivo" dell'emergenza, che ha accelerato i sistemi da remoto già pronti tuttavia sulla rampa di lancio: «Erano possibili anche prima - conclude Emanuele Mazzaro - ma bisognava comunque arrivarci, e trasmettere un'immagine di apertura al futuro e agli altri Paesi».