lunedì 21 novembre 2022

COMANDANTI EGOISTI, IN MARE 2 GIORNI ALLA SETTIMANA PER SOPRAVVIVERE, 4 PER ANDARE IN ROVINA 0

Un ennesimo, non grido ma urlo in cerca di aiuto da parte del settore della pesca.

Ennesima riunione ieri di chi pesca con i rapidi, un settore che comprende una 40ina di pescherecci, solo una decina di armatori hanno partecipato, nonostante la crisi che attanaglia il mondo della pesca.
Il prezzo del gasolio è ancora troppo alto e il prezzo del pescato non permette un guadagno. Ma ciò di cui solo alcuni sembrano rendersene conto è che se ci fosse un accordo si potrebbe lavorare meno, facendo meno sforzo e guadagnando di più, alzando il prezzo del pescato.
I marinai guadagnano troppo poco e cominciano a sbarcarsi cercando attività più redditizie e molte barche sono costrette a stare all’ormeggio. Alcuno armatori sembrano godere della situazione, al vedere colleghi che arrancano e non ce la fanno a uscire in mare perchè le spese sono maggiori del guadagno.
Al termine della riunione di ieri non si è giunti a nessun accordo, alcuni armatori lavorerebbero 24 ore su 24, ininterrottamente, sfruttando il mare, portando troppo prodotto al mercato e facendolo svalutare.

Con due giorni di pescato alla settimana si potrebbe lavorare dignitosamente e guadagnare dignitosamente, gestendo la risorsa, ma l’egoismo di alcuni sta distruggendo il settore.

Ora i rapidi possono pescare per 4 giornate alla settimana e ciò, di questo passo, potrebbe mandare sul lastrico un’intera categoria. Lavorando per due giorni la settimana potrebbe “sopravvivere” ci dicono, fino al prossimo fermo pesca, ma non a queste condizioni. . Le barche a strascico un accordo lo hanno trovato, a tre giorni lavorativi la settimana fino al prossimo fermo, i rapidi ad oggi no.
Sono gli stessi rapidisti che chiedono tregua. Che chiedono ai marinai di porre un freno all’egoismo di alcuni comandanti, soprattutto nel proprio interesse.

E c’è chi si chiede come si fa a non rendersi conto che lavorando meno si potrebbero guadagnare le stesse cifre, se non di più, abbattendo i costi e in più gestendo la risorsa. Il mare è ricco di pesce, ora ma così pescando, facendo questa specie di gara deleteria per la categoria, non durerà per molto. e ciò non portando a casa un utile.
Contingentare la pesca. Ci sono riusciti i pescatori a strascico, potrebbero riuscirci anche i rapidisti. Ora ci guadagnano solo i commercianti che comprano a una miseria e rivendono, al peggio, triplicando il valore del prodotto, ma in alcuni casi quintuplicandolo.
Sono dure le parole di chi ci rende noto questo disaccordo “così facendo i pescatori stanno distruggendo il mare, chi ci sta guadagnando ora sono i commercianti, i distributori e chi produce gli strumenti per la pesca.

Quando un comandante è troppo orgoglioso ed egoista per capire tutto questo, dovrebbe essere l’equipaggio a far si che le cose cambino. Sarebbe ora che il prodotto venga valorizzato.




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