I pescatori di laguna non riescono più a pescare a causa dell’invasione di una specie, le noci di mare, chiamate anche acqua grossa, una specie invasiva che divora le specie che entrano in laguna per riprodursi e che si diffonde maggiormente quando il clima è caldo.
Ora i cogoli catturano solo quelle e i pesci, come le seppioline, sfuggono alla cattura. Con il rischio poi che le reti, visto il peso delle noci di mare si possano rompere.
La laguna è sempre meno pescosa e i pescatori sono sempre meno, molti tra quelli rimasti rischiano di chiudere per mancato guadagno.
Anche per loro il prezzo dei carburanti incide sul guadagno e molto, trovandosi a dover spostare reti e cogoli in cerca di zone meno invase dalle noci di mare.
Anche questa categoria chiede che la Regione intervenga con ristori. Come ci ricorda Elio dall’Acqua, armatore, la categoria rimane ferma già per due mesi nel periodo invernale, far si che si fermino anche ora decreterebbe la chiusura dell’attività.
Una delle loro richieste è il potersi servire di un distributore di carburante con prezzi agevolati dedicato al loro settore, come già accade per i pescherecci più grossi.
In questa settimana in Parlamento sarà discusso il Decreto aiuti per trovare misure di sostegno per imprese e lavoratori.Tra i sostegni si pensa di prorogare al secondo trimestre il credito di imposta per le imprese legate al settore ittico per il primo trimestre dell’anno.
Si tratta di una misura atta a tentare di calmierare l’aumento dei costi di gestione delle imprese dovuto al caro gasolio.
Questo sta creando una pesante situazione nel mondo della pesca costringendo molte imprese a fermarsi, tenendo da conto che la situazione non vede margini di miglioramento.
Il timore di Federpesca è che durante l’estate molte imprese nell’ittico non abbiano altra soluzione che chiudere per sempre.
Per evitarlo servono altri strumenti a supporto della categoria. Il secondo trimestre dell’anno, per quanto riguarda gli aumenti, è stato peggiore anche del primo e gli strumenti messi in atto vanno necessariamente prorogati.
In primis lo strumento che permette alle imprese di compensare parte dell’aumento dei costi con detrazioni fiscali.
Ora le decisioni passano al ministero dell’economia sperando che ci si attivi per garantire ossigeno alle imprese e sicurezze ai lavoratori. Se ciò non fosse per il settore sarebbe un disastro.
A breve inizieranno gli Stati Generali della Pesca che si svolgeranno lungo 4 giornate diffuse in 4 città che hanno una grande importanza per il settore pesca nel Veneto.
Si tratta di Chioggia, Porto Tolle, Caorle e Venezia, dal 5 all’8 luglio.
I temi trattati nelle prime tre giornate saranno vari e focalizzati mentre la giornata che vede Venezia protagonista estenderà l’attenzione sul Distretto dell’Alto Adriatico dove si vorrà portare lo sguardo delle istituzioni nazionali ed europee.
Alla sua realizzazione, oltre che la Regione Veneto, contribuisce il FEAMP e Veneto e Agricoltura.
Chioggia sarà la tappa del 5 luglio e l’assemblea si terrà all’Auditorium San Nicolò. Metterà l’accento sulla pesca professionale e sull'acquacoltura delle aree interne tenendo alta l’attenzione sulle peculiarità delle aree lagunari e del Delta e sulle aziende che vi operano partendo dalla Carta Ittica Regionale.
Verranno analizzati l’allevamento nel settore ittico mondiale, i dati del settore nella nostra regione e le prospettive per la stessa. Al termine delle discussioni un workshop darà modo agli operatori di confrontarsi.
Il 6 luglio l’assemblea si terrà presso Sala del Mercato Ittico di Pila a Porto Tolle, provincia di Rovigo e il tema trattato sarà la crescita blu e la sostenibilità ambientale economica e sociale. Uno dei temi spesso sottolineati nella ricerca di non far prevaricare un’esigenza sulle altre. Ci saranno importanti approfondimenti che aiuteranno a capire l’importanza di queste esigenze.
Giovedì 7 luglio a Caorle, alla Sala Superiore del Centro Civico in Piazza Vescovado, il tema saranno le prospettive nel nuovo FEAMPA per sostenere le imprese in Veneto.
La discussione passerà dal FEAMP al FEAMPA con un workshop in cui saranno discusse le proposte degli operatori per la nuova programmazione che deve tenere conto del dover promuovere la pesca sostenibile e la conservazione delle risorse, della trasformazione e della commercializzazione e del consentire lo sviluppo di un'economia sostenibile per promuovere comunità della pesca e dell'acquacoltura.
Ultima giornata, venerdì 8 luglio, a Venezia, alla Scuola di San Giovanni Evangelista dove saranno discusse le proposte del Distretto della Pesca del Nord Adriatico per la gestione delle risorse alieutiche marine nella GSA 17. Saranno presentati dati e prospettive strategiche, discusso il ruolo del distretto e le proposte gestionali.
Interverranno i sindaci delle località ospitanti, L’eurodeputata Rosanna Conte, della Commissione Pesca del Parlamento Europeo, l’assessore alla Pesca della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, in rappresentanza della Regione Veneto Giuseppe Cherubini, e rappresentanti dei vari Enti e Istituzioni e delle Organizzazioni degli operatori.
Ancora difficoltà nel mondo della pesca. I pescatori della marineria di Chioggia ancora per questa settimana, hanno deciso di uscire in mare per sole 48 ore la settimana.Nel frattempo il prezzo del pescato è sceso e di molto.
Chi riesce a fare già mercato, essendo tra i pochi rientrati in anticipo, riesce a lavorare, ma si dovrà vedere quando le barche d’altura scaricheranno se i prezzi tengono o precipitano. per la prossima settimana si prevede un’ulteriore crescita del prezzo del gasolio alla pompa e la situazione sta diventando veramente pesante.
La categoria ora sta sopravvivendo e quando tutte le unità saranno in banchina si farà probabilmente una nuova riunione per decidere il da farsi.
Dopo l’ennesima riunione tra diverse categorie i pescatori, ramponanti e a strascico hanno deciso anche per questa settimana di lavorare tutti per sole 48 ore.
Una decisione sicuramente difficile dato che la sofferenza del settore si sta prolungando e il gasolio non ne vuole sapere di abbassarsi.
Certamente di queste pause lunghe ne sta risentendo l’indotto sia il settore ho.re.ca che il commercio anche quello al dettaglio.
Ieri è stato approvato in Consiglio Comunale un accordo tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e il Comune di Chioggia che dovrebbe portare a uno sviluppo positivo per Chioggia armonizzato alle necessità della portualità.
Il Piano Regolatore portuale risalente al 1981 ha avuto necessità di essere aggiornato in base alle nuove esigenze definendo le nuove aree di competenza portuale e quelle di competenza pianificatoria comunale.
Tra queste spicca l’area dell’ex cementificio oltre ad aree già in uso residenziale e a parcheggio per la città e una fascia continua in Val da Rio a destra di Via Maestri del lavoro.
Zone in cui sarà possibile una riqualifica anche in relazione al nuovo sviluppo del settore crocieristico.
AdSPMAS mantiene la necessità di sviluppare il porto in modo da aumentarne la redditività ma alcune aree attualmente non operative potranno essere concesse temporaneamente alla città, per uno o due anni, da adibire soprattutto alla costituzione di parcheggi in vista dell’attivazione della ZTL.
Verrà regolarizzata la concessione al Comune da parte di AdSPMAS di Via Guido Lionello, incluso il parcheggio già in uso alla città, e di Via Maestri del Lavoro.
Tra le varie tematiche anche lo spostamento del Polo Ittico di cui sarà da valutare la localizzazione.
“Ringrazio a nome della città di Chioggia il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Di Blasio per la collaborazione e sensibilità dimostrate durante le fasi preliminari dell’accordo che tra qualche giorno firmeremo”. – dichiara Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia – “Con questo accordo abbiamo dato una risposta alle esigenze della città di Chioggia, in particolare in tema di parcheggi, sviluppo della cantieristica e diporto. Abbiamo dato certezza a molti imprenditori per l’area dell’ex cementificio, per l’area di Val da Rio canale Lombardo esterno e per la zona di via Maestri del lavoro che, in questo modo, diventa tutta di interazione porto- città. Riguardo all’impianto Gpl, intendo rassicurare che sto lavorando e lavorerò per il suo immediato smantellamento a prescindere dalla collocazione del polo ittico che, in ogni caso, nel precedente accordo era previsto all’Isola dei Saloni. In merito alla ricollocazione mercato ittico, sottolineo che, come Sindaco, ho proposto all’Autorità portuale di valutare le due opzioni, Aleghero e Punta Colombi, sapendo fin d’ora che la decisione finale spetterà all’AdSP. L’obiettivo che questa amministrazione si era dato attraverso questo lungimirante documento era dare risposte alla città e al Mondo delle imprese locali e in tal senso siamo sicuri di averlo raggiunto”.
“Con la prossima sottoscrizione di questo accordo preliminare e propedeutico al Documento di Pianificazione Strategica di Sistema – commenta Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell’AdSPMAS- cerchiamo di contemperare al meglio gli interessi legati allo sviluppo della portualità e le esigenze espresse dalla comunità clodiense. Insieme all’Amministrazione stiamo intraprendendo un percorso di collaborazione sinergica che siamo sicuri avrà delle ricadute positive in termini economici e sociali sulla città”.
Una città come Chioggia che vive tanto di pesca, dopo due settimane di sciopero ha visto i pescatori tornare al Mercato Ittico all’ingrosso con la loro mercanzia.La maggior parte dei pescherecci ieri mattina erano ancora in mare ma chi è tornato a casa prima dalla battuta di pesca e ha venduto bene il proprio prodotto, il prezzo del pescato si è mantenuto permettendo un guadagno a chi è andato a pescare.
Da due settimane non c’era pesce e il settore HO.RE.CA. locale aveva necessità del prodotto fresco per mantenere la propria tipicità.
A mantenere il prezzo buono per il pescatore ha contribuito anche la mancanza di risorsa, ciò permette che il poco prodotto pescato vada tutto venduto.
Per vedere se il prezzo del pesce si mantiene su un range che permette redditività bisogna aspettare il rientro di tutte le unità da pesca. Bisogna però mettere in conto che il potere d’acquisto sta diminuendo e questo può costringere a calare il prezzo del pescato per non doverlo vedere invenduto.
Dal punto di vista del consumatore il prezzo del pesce è aumentato, soprattutto alcune qualità quali sogliole, capesante, bulli. Ma è comprensibile, con il gasolio a un prezzo quasi raddoppiato in poco tempo.
Intanto, dopo l'assemblea che si è tenuta all’Auditorium San Nicolò a Chioggia , lo scorso 4 giugno, i sindacati allora presenti, FLAI CGIL, FAI CISL, e UILA PESCA, hanno espresso la propria preoccupazione per il risvolto sociale e la tensione che si sta creando tra la categoria dei lavoratori imbarcati.
Oltre al tema CISOA, per il quale sono arrivate novità positive nei giorni scorsi, si è chiesto che l’indennità del fermo pesca arrivi a destinazione in modo più celere. Si è chiesto inoltre un sostegno al reddito per dare ai lavoratori un ristoro poiché il caro gasolio influisce sulle loro quote abbassandole.
Ultima richiesta presentata, la costituzione di un tavolo in cui tutti gli attori del settore siano coinvolti.