mercoledì 18 gennaio 2012
IVA SUL GASOLIO PER I PESCHERECCI AL 21%: E' ALLARME ROSSO
Da ieri viene applicata, qualche gestore dice in via prudenziale, l'iva al 21% anche al gasolio destinato alla pesca, è un'azione che sicuramente metterà DEFINITIVAMENTE in ginocchio tantissimi armatori già in fortissima difficoltà a rimanere in piedi con i costi del carburante e con la poca remunerazione del prodotto. Beniamino Boscolo lancia l'allarme e interpella la provincia sperando che anche la regione Veneto si schieri con i pescatori che rischiano ormai tutto.
INTERPELLANZA DI BENIAMINO
Alla c.a. Presidente del Consiglio
Provincia di Venezia
Alla c.a. Presidente del Consiglio
Comune di Chioggia
MOZIONE SULL'INTRODUZIONE DELL'IVA AL CARBURANTE PESCATORI
PREMESSO CHE
Per i pescatori professionali l'applicazione dell'Iva sul carburante potrebbe essere un salasso peggiore di quello prospettato perché l'aliquota applicata potrebbe non essere al 10% come per l'agricoltura e la pesca in acque interne, ma al 21%". Lo afferma l'AGCI Agrital, la Federcoopesca-Confcooperative, la Lega Pesca alla vigilia dell'applicazione - dal 17 gennaio-, per la prima volta, dell'Iva sul carburante, come previsto dalla Legge 15 dicembre 2011, n. 217 ("Comunitaria 2010")- che modifica il Testo unico sull'Iva (DPR 633/72).
Il costo del carburante negli ultimi due anni ha fatto registrare un più 30%", e dal 17 gennaio, con l’entrata in vigore della Legge comunitaria 2010, verrà introdotto per la pesca costiera il regime Iva applicato al carburante, che potrà essere recuperata su quella riscossa dalla vendita del prodotto ittico, e di conseguenza costeranno di più i prodotti ittici.
CHIEDE
che la giunta si adoperi fin da subito per a sollecitare il governo a rivedere l'introduzione di questa misura.
Cordiali saluti
Il Consigliere Gruppo PDL
Beniamino Boscolo
lunedì 16 gennaio 2012
ALTRA TEGOLA IN ARRIVO PER LA PESCA
venerdì 2 dicembre 2011
DISPONIBILI ON LINE DA MERCOLEDÌ DATI SU PESCA DEL PIÙ GRANDE MERCATO ITTICO ITALIANO ULTIMI 65 ANNI
DISPONIBILI ON LINE DA MERCOLEDÌ DATI SU PESCA DEL PIÙ GRANDE MERCATO ITTICO ITALIANO ULTIMI 65 ANNI
COMUNICATO STAMPA N° 2355 DEL 02/12/2011
(AVN) – Venezia, 2 dicembre 2011
Dal prossimo mercoledì 7 dicembre sarà on line la banca dati della pesca a Chioggia: 65 anni di andamento del settore relativo ad una delle maggiori marinerie nazionali, in italiano ed in inglese, proposti attraverso le statistiche ufficiali del Mercato Ittico clodiense e le rilevazioni della locale Capitaneria di Porto dal 1945 ad oggi.
L’evento verrà ufficialmente presentato nel corso di un incontro che si svolgerà nella stessa giornata, con inizio alle 10,30, nell’Aula Magna di Palazzo Grassi di Chioggia, sede del Museo di Biologia Adriatica e del corso di laurea in Biologia Marina dell’Università di Padova.
Dopo il saluto del Direttore del Dipartimento di Biologia dell’Ateneo Patavino e delle autorità Comunali, interverrà l’assessore alla pesca del Veneto Franco Manzato. Seguiranno le relazioni della prof.ssa Maria Berica Rasotto, direttrice del corso di laurea e del Museo, sulle attività svolte nell’ambito del progetto Clodia per lo sviluppo sostenibile degli ambienti costieri; di Antonio Gottardo responsabile regionale di Lega Pesca che parlerà delle sinergie con l’Università; di Carlotta Mazzoldi del Dipartimento di Biologia che illustrerà la banca dati.
L’iniziativa è stata sostenuta dalla Regione del Veneto, in collaborazione con l’Ateneo Patavino, Lega Pesca e il Comune di Chioggia, che ha messo a disposizione la sede di Palazzo Grassi.
dall'Ufficio Stampa della Regione Veneto
mercoledì 30 novembre 2011
PESCA SEMPRE PEGGIO: tentativo di autoridursi le giornate di pesca
Situazione sempre più pesante per la marineria,sabato prossimo è previsto un incontro presso la sala maggiore del consiglio del comune di Chioggia per tutta la marineria:armatori,pescatori...si vuole arrivare ad un accordo di auto-limitarsi le giornate di pesca, in sostanza tornare alle quattro giornate di pesca, qualcuno addirittura afferma che tre sarebbero sufficienti.Speriamo bene per i nostri pescatori, ricordiamoci che non è solo un problema di una categoria ma dell'intera città, se si ferma la pesca, soprattutto in un momento come questo.
sabato 12 novembre 2011
“ strage” di verbali per la marineria di Chioggia
Purtroppo gli inconvenienti continuano a non mancare per la marineria Chioggiotta,lunedì scorso infatti la capitaneria di porto ha effettuato una verifica a tappeto sull’osservanza delle nuove regole che prevedono tre giorni di pesca riscontrando che numerosi pescherecci pur avendo presentato la dichiarazione di non essere usciti in mare in realtà erano andati a pescare.
Sembra che il riscontro sia stato fatto controllando la mattina le barche che non erano all’ormeggio e al pomeriggio verificando i fogli d’asta,ovviamente chi aveva presentato la mattina in capitaneria la dichiarazione di non essere usciti in mare è stato, è il caso di dirlo,beccato con le dita nella marmellata.
In realtà non è che i pescatori abbiano elaborato una strategia per aggirare le regole, la giornata di pesca inizia dopo la mezzanotte, lunedì le condizioni meteo sembrava che potessero permettere l’uscita in mare ma dopo poche “ calae” i comandanti hanno preferito desistere e rientrare in porto, c’è chi alle sei della mattina era già ormeggiato in banchina e chi è rientrato alle 11.
A quel punto avendo pescato molto poco, si parla di quantitativi minimi, molti pescherecci, ci dicono 35 barche, avrebbero pensato di non perdere la giornata presentando ugualmente la dichiarazione di non essere usciti ma a questo punto le autorità preposte, hanno effettuato i controlli accertando l’inadempimento.
Questo atto potrebbe essere molto più grave di quello che si pensa in quanto c’è il reato di aver presentato una dichiarazione falsa le cui conseguenze oltre a presentare risconti penali potrebbe far perdere il rimborso dei 60 giorni di fermo tecnico terminato lo scorso settembre.
Certamente bisognerebbe fare dei distinguo perché un conto è chi è uscito in mare, per guadagnarsi il pane, e dopo un paio di prove di pesca ha preferito tornare, un altro è chi ha utilizzato praticamente tutta la giornata di pesca portando al mercato dei quantitativi più consistenti d’altra parte la capitaneria di Porto ha il dovere di far osservare le regole.
L’obbligo di pesca di tre giorni la settimana terminerà la penultima settimana di novembre, si tornerà ai cinque giorni alla settimana-
Andrea Comparato
Sembra che il riscontro sia stato fatto controllando la mattina le barche che non erano all’ormeggio e al pomeriggio verificando i fogli d’asta,ovviamente chi aveva presentato la mattina in capitaneria la dichiarazione di non essere usciti in mare è stato, è il caso di dirlo,beccato con le dita nella marmellata.
In realtà non è che i pescatori abbiano elaborato una strategia per aggirare le regole, la giornata di pesca inizia dopo la mezzanotte, lunedì le condizioni meteo sembrava che potessero permettere l’uscita in mare ma dopo poche “ calae” i comandanti hanno preferito desistere e rientrare in porto, c’è chi alle sei della mattina era già ormeggiato in banchina e chi è rientrato alle 11.
A quel punto avendo pescato molto poco, si parla di quantitativi minimi, molti pescherecci, ci dicono 35 barche, avrebbero pensato di non perdere la giornata presentando ugualmente la dichiarazione di non essere usciti ma a questo punto le autorità preposte, hanno effettuato i controlli accertando l’inadempimento.
Questo atto potrebbe essere molto più grave di quello che si pensa in quanto c’è il reato di aver presentato una dichiarazione falsa le cui conseguenze oltre a presentare risconti penali potrebbe far perdere il rimborso dei 60 giorni di fermo tecnico terminato lo scorso settembre.
Certamente bisognerebbe fare dei distinguo perché un conto è chi è uscito in mare, per guadagnarsi il pane, e dopo un paio di prove di pesca ha preferito tornare, un altro è chi ha utilizzato praticamente tutta la giornata di pesca portando al mercato dei quantitativi più consistenti d’altra parte la capitaneria di Porto ha il dovere di far osservare le regole.
L’obbligo di pesca di tre giorni la settimana terminerà la penultima settimana di novembre, si tornerà ai cinque giorni alla settimana-
Andrea Comparato
sabato 5 novembre 2011
PREZZI del PESCE in PICCHIATA? di chi è la responsabilita??
Ascoltando i pareri sui problemi della pesca di Chioggia avevo familiarizzato con termini e vocaboli tipicamente di mare quando, ho scoperto, esiste la dimensione Manzoniana del mondo della pesca chioggiotta, con tanto di “innominato”, “ Don Rodrigo” e gli immancabili “ bravi”.
Non sono pochi coloro che attribuiscono la responsabilità del crollo dei prezzi del pesce al mercato ittico, alcuni pescatori accusano apertamente i colleghi di non osservare la regola di pescare solo tre giorni ( 72 ore) alla settimana, come fissa il decreto.
Nell’ultima settimana i prezzi del pesce conferito al mercato ittico si sono abbassati ad un livello che difficilmente garantisce la remunerazione agli armatori e agli equipaggi. I barboni da cinque/sei euro sono arrivati a uno, le sogliole a nove mentre inizialmente erano pagate 15/16 anche 18 e quelle mezzane a sei, i moli addirittura a cinquanta centesimi.
La principale causa del ribasso è sempre la stessa: al mercato viene conferito troppo prodotto e quindi il prezzo si abbassa, mentre non diminuiscono certamente i costi di esercizio (in primo luogo quello del gasolio). E’ un circolo vizioso negativo per i pescatori e per quelle risorse ittiche che le nuove normative dovrebbero preservare, ma oltre alla concorrenza poco corretta di una parte dei pescatori che lavorano più ore del consentito, ho raccolto esplicite dichiarazioni di pescatori che incolpano alcuni loro colleghi di avere i classici “ pali” di guardia alla Capitaneria di Porto e della Finanza.
E’ il caso di giovedì scorso. Nonostante il decreto prevedesse la giornata come festiva, una parte della marineria è uscita regolarmente in mare mentre gli altri pescherecci sono rimasti fermi per la festività. A voler essere ingenui si potrebbe pensare ad una diversa interpretazione della regola, in buona fede, da parte degli operatori… ma, guarda caso è arrivato un fonogramma che in pratica autorizzava l’uscita alle 19,30 della sera!!! Tardi per diramare a tutti l’informazione, far riunire gli equipaggi, prepararsi e partire.
Questo è quanto spiega con estrema precisione nell’intervista allegata Renzo Zennaro della A.G.C.I. Agrital, operatore del settore: qualcuno era stato informato preventivamente dell’arrivo di questo fonogramma.
Il panorama non ispira certo all’ottimismo, siamo in presenza di una crisi economica senza precedenti, cosa accadrà quando cesserà il limite dei tre giorni e i pescatori andranno a pescare per cinque?
Vinceranno i Renzo Tramaglino oppure l’innominato e i sui brav-acci???
Andrea Comparato
Intervista a Renzo Zennaro della A.G.C.I.AGRITAL
lunedì 24 ottobre 2011
ANCORA UNA DISGRAZIA IN MARE
Sono trascorsi poco più di quattro mesi dalla scomparsa in mare del povero Luigino Vianello e purtroppo sembra che il mare abbia fatto altre due vittime,tra l'altro fratelli.
Tecnicamente sono da considerarsi dispersi ma non è che praticavano il loro tipo di pesca in Laguna e quindi si potrebbe sperare di ritrovarli magari pieni di freddo in qualche barena sperduta, pescavano in mare, mancano praticamente da sabato notte e quindi è effettivamente difficile sperare di ritrovarli in vita.
Due fratelli, due persone semplici che non si trovavano a fare la pesca abusiva delle vongole in laguna perché non volevano avere conseguenze penali,preferivano andare in mare con le reti da posta.
Nel video l'intervista di un loro amico pescatore che fino a qualche giorno prima usciva in mare negli stessi orari ma che con l'avvento delle condizioni metereologiche più difficili aveva preferito desistere dalla battuta di pesca di sabato anche se le condizioni del mare non erano particolarmente problematiche ma, sappiamo,a volte basta un attimo...
Tecnicamente sono da considerarsi dispersi ma non è che praticavano il loro tipo di pesca in Laguna e quindi si potrebbe sperare di ritrovarli magari pieni di freddo in qualche barena sperduta, pescavano in mare, mancano praticamente da sabato notte e quindi è effettivamente difficile sperare di ritrovarli in vita.
Due fratelli, due persone semplici che non si trovavano a fare la pesca abusiva delle vongole in laguna perché non volevano avere conseguenze penali,preferivano andare in mare con le reti da posta.
Nel video l'intervista di un loro amico pescatore che fino a qualche giorno prima usciva in mare negli stessi orari ma che con l'avvento delle condizioni metereologiche più difficili aveva preferito desistere dalla battuta di pesca di sabato anche se le condizioni del mare non erano particolarmente problematiche ma, sappiamo,a volte basta un attimo...
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