Purtroppo gli inconvenienti continuano a non mancare per la marineria Chioggiotta,lunedì scorso infatti la capitaneria di porto ha effettuato una verifica a tappeto sull’osservanza delle nuove regole che prevedono tre giorni di pesca riscontrando che numerosi pescherecci pur avendo presentato la dichiarazione di non essere usciti in mare in realtà erano andati a pescare.
Sembra che il riscontro sia stato fatto controllando la mattina le barche che non erano all’ormeggio e al pomeriggio verificando i fogli d’asta,ovviamente chi aveva presentato la mattina in capitaneria la dichiarazione di non essere usciti in mare è stato, è il caso di dirlo,beccato con le dita nella marmellata.
In realtà non è che i pescatori abbiano elaborato una strategia per aggirare le regole, la giornata di pesca inizia dopo la mezzanotte, lunedì le condizioni meteo sembrava che potessero permettere l’uscita in mare ma dopo poche “ calae” i comandanti hanno preferito desistere e rientrare in porto, c’è chi alle sei della mattina era già ormeggiato in banchina e chi è rientrato alle 11.
A quel punto avendo pescato molto poco, si parla di quantitativi minimi, molti pescherecci, ci dicono 35 barche, avrebbero pensato di non perdere la giornata presentando ugualmente la dichiarazione di non essere usciti ma a questo punto le autorità preposte, hanno effettuato i controlli accertando l’inadempimento.
Questo atto potrebbe essere molto più grave di quello che si pensa in quanto c’è il reato di aver presentato una dichiarazione falsa le cui conseguenze oltre a presentare risconti penali potrebbe far perdere il rimborso dei 60 giorni di fermo tecnico terminato lo scorso settembre.
Certamente bisognerebbe fare dei distinguo perché un conto è chi è uscito in mare, per guadagnarsi il pane, e dopo un paio di prove di pesca ha preferito tornare, un altro è chi ha utilizzato praticamente tutta la giornata di pesca portando al mercato dei quantitativi più consistenti d’altra parte la capitaneria di Porto ha il dovere di far osservare le regole.
L’obbligo di pesca di tre giorni la settimana terminerà la penultima settimana di novembre, si tornerà ai cinque giorni alla settimana-
Andrea Comparato
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sabato 12 novembre 2011
“ strage” di verbali per la marineria di Chioggia
sabato 5 novembre 2011
PREZZI del PESCE in PICCHIATA? di chi è la responsabilita??
Ascoltando i pareri sui problemi della pesca di Chioggia avevo familiarizzato con termini e vocaboli tipicamente di mare quando, ho scoperto, esiste la dimensione Manzoniana del mondo della pesca chioggiotta, con tanto di “innominato”, “ Don Rodrigo” e gli immancabili “ bravi”.
Non sono pochi coloro che attribuiscono la responsabilità del crollo dei prezzi del pesce al mercato ittico, alcuni pescatori accusano apertamente i colleghi di non osservare la regola di pescare solo tre giorni ( 72 ore) alla settimana, come fissa il decreto.
Nell’ultima settimana i prezzi del pesce conferito al mercato ittico si sono abbassati ad un livello che difficilmente garantisce la remunerazione agli armatori e agli equipaggi. I barboni da cinque/sei euro sono arrivati a uno, le sogliole a nove mentre inizialmente erano pagate 15/16 anche 18 e quelle mezzane a sei, i moli addirittura a cinquanta centesimi.
La principale causa del ribasso è sempre la stessa: al mercato viene conferito troppo prodotto e quindi il prezzo si abbassa, mentre non diminuiscono certamente i costi di esercizio (in primo luogo quello del gasolio). E’ un circolo vizioso negativo per i pescatori e per quelle risorse ittiche che le nuove normative dovrebbero preservare, ma oltre alla concorrenza poco corretta di una parte dei pescatori che lavorano più ore del consentito, ho raccolto esplicite dichiarazioni di pescatori che incolpano alcuni loro colleghi di avere i classici “ pali” di guardia alla Capitaneria di Porto e della Finanza.
E’ il caso di giovedì scorso. Nonostante il decreto prevedesse la giornata come festiva, una parte della marineria è uscita regolarmente in mare mentre gli altri pescherecci sono rimasti fermi per la festività. A voler essere ingenui si potrebbe pensare ad una diversa interpretazione della regola, in buona fede, da parte degli operatori… ma, guarda caso è arrivato un fonogramma che in pratica autorizzava l’uscita alle 19,30 della sera!!! Tardi per diramare a tutti l’informazione, far riunire gli equipaggi, prepararsi e partire.
Questo è quanto spiega con estrema precisione nell’intervista allegata Renzo Zennaro della A.G.C.I. Agrital, operatore del settore: qualcuno era stato informato preventivamente dell’arrivo di questo fonogramma.
Il panorama non ispira certo all’ottimismo, siamo in presenza di una crisi economica senza precedenti, cosa accadrà quando cesserà il limite dei tre giorni e i pescatori andranno a pescare per cinque?
Vinceranno i Renzo Tramaglino oppure l’innominato e i sui brav-acci???
Andrea Comparato
Intervista a Renzo Zennaro della A.G.C.I.AGRITAL
venerdì 14 ottobre 2011
PRIME DUE SETTIMANE DI PESCA: Non tutti osservano le regole
Sono passate appena due settimane dal ritorno in mare dei pescatori, dopo il fermo tecnico di 60 giorni, che già emergono le prime difficoltà per quanto riguarda l’osservanza delle regole che impongono solo tre giorni di pesca, infatti alcuni pescherecci approfittando della possibilità del giorno di recupero sono usciti in mare a pescare per più giorni.
In pratica la regola è quelle di pescare per tre giorni ed è consentito un giorno di fermo, che va dichiarato alle autorità marittime, quindi qualche peschereccio è uscito ugualmente in mare dichiarando il falso.
Ovviamente non solo a discapito della serietà di tutta la categoria ma anche creando le condizioni di un pregiudizio economico per TUTTI i pescatori, infatti in queste prime settimane di pesca, anche se il prezzo al mercato ittico non è stato particolarmente remunerativo, gli equipaggi sono riusciti a guadagnare,ma ora se si dovesse perseverare a uscire in mare per un numero di giorni superiori al consentito sicuramente il prezzo del pesce diminuirebbe ancora vanificando la remunerazione e, ovviamente, impoverendo ancora di più le risorse ittiche.
Questo è quanto dichiarano a denti stretti molti pescatori, che sono arrivati anche a lamentarsi presso rappresentanze di categoria e istituzionali rifiutandosi però di indicare i soggetti inadempienti per paura di rappresaglie.
Speriamo che gli stessi pescatori riescano ad essere più vigili nei confronti dei loro colleghi pescatori, è significativo quanto sta accadendo nel settore orticolo, il radicchio che fino all’anno scorso a malapena copriva i costi di produzione per eccesso di offerta in questi giorni è stato venduto molto bene consentendo buoni guadagni, anche se, a onor del vero, non è stato per capacità organizzative del comparto ma per una diminuzione dell’offerta dovuta alla scarsità di produzione.
video in caricamento: La testimonianza ( in incognito) di uno dei pescatori
che si sentono danneggiati dal comportamento scorreto di alcuni
colleghi di pesca
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