mercoledì 3 novembre 2021

PIERPAOLO PIVA (FAI-CISL): AMMORTIZZATORI SOCIALI ANCHE PER I PESCATORI

Il consiglio dei ministri ha approvato il DDL Bilancio per il 2022 al cui interno finalmente viene inclusa l’estensione della CISOA  anche ai lavoratori del settore della pesca, nel caso in cui vengano perse giornate di lavoro imputabili a diverse cause.

Si tratta di un passo sicuramente importante in quanto la CISOA - Cassa integrazione salariale operai agricoli - entra nel settore della pesca, un risultato per ottenere il quale il sindacato si è battuto da anni, in modo che i diritti dei lavoratori di questo settore siano equiparati ai lavoratori del settore agricolo.

C’è soddisfazione da parte dal sindacato, anche se si vorrebbe estendere la CISOA anche in altri ambiti, quale il fermo pesca temporaneo, continuativo e non continuativo. Ad oggi infatti, chi è imbarcato, per i giorni di fermo pesca percepisce un’indennità irrisoria, circa 30€ lordi a giornata, importo che quest’anno era anche inferiore. 

Il sindacato, pur rallegrandosi per il risultato, richiede quindi un maggior impegno alla politica per estendere questo ammortizzatore sociale all’interno del fermo biologico.





 

lunedì 1 novembre 2021

VENETO AGRICOLTURA: IL SETTORE ITTICO TIENE MA C’E’ UN CALO COSTANTE

Veneto Agricoltura, l’Osservatorio Socio-Economico della Pesca e dell'Acquacoltura , ha stilato un report riguardante il settore ittico clodiense nel quale è riscontrabile la crisi che sta vivendo la pesca.

La flotta continua a essere la più rappresentativa, con i suoi 220 motopescherecci consiste in un terzo dell’intera flotta veneta, seppur nell’ultimo decennio le sue unità siano calate di oltre un 9% per riprendere di un 0,9% nel solo 2020, nella speranza di una ripresa del settore. 

Sono in calo  le imprese attive nella pesca marittima, 329 quelle operative, in calo del 17,8% rispetto al 2011, ma sono in crescita le imprese attive nell'acquacoltura, ben 128, in crescita del 96,9% rispetto sempre al 2011. In globale, il numero delle imprese nella filiera ittica sono in crescita, lavorano infatti nel settore un totale di 621 aziende.

La forza lavoro è invece in calo di circa il 14,2% nel 2020 rispetto all’ultimo decennio.

In calo lo sbarcato locale al Mercato Ittico, con un depauperamento del 15,5% rispetto al 2019. I prezzi sono invece generalmente in crescita.

In calo anche la pesca di vongole di mare e fasolari, gestiti dal Consorzio Gestione e Tutela della Pesca dei Molluschi Bivalvi, CO.GE.VO. che registra un 39,9% in meno rispetto al 2019. Il CO.GE.VO riunisce 57 turbosoffianti  e nel 2020 il loro raccolto è stato di 859 tonnellate.

Ora a dicembre si terrà la prima giornata degli Stati Generali della Pesca. Sarà un’occasione per portare alla ribalta le problematiche di un settore che Chioggia vive in primis, ma che riguarda anche altre città costiere dell’Adriatico.

 


domenica 31 ottobre 2021

STATI GENERALI DELLA PESCA: ARMELAO STRONCA I CINQUE STELLE

Prima di dare lezioni, sarebbe bene informarsi. I 5 stelle avrebbero dovuto seguire questo saggio consiglio prima di fare un'ennesima figuraccia sugli Stati  generali della pesca e dell’Europa di Chioggia. Innanzitutto, se proprio vogliono parlare di Europa dovrebbero almeno sapere che il Consiglio dei ministri Ue della pesca si chiama Agrifish e non Eurofish, come da loro dichiarato ripetutamente nelle loro critiche, sollevate perché i due eventi si svolgeranno lo stesso giorno. In secondo luogo, accecati dalla voglia di voler delegittimare il lavoro della nuova amministrazione comunale, hanno dimenticato di essere stati proprio loro a fissare la data degli Stati generali: lo hanno fatto lo scorso giugno, quando erano alla guida della nostra città. E se proprio volevano, potevano dare una occhiata al calendario del Consiglio Ue, che era già online. Infine, se devono prendersela con qualcuno per le difficoltà in cui versa il settore della pesca, i 5 stelle dovrebbero, oltre a ricordarsi di aver governato Chioggia fino a un mese fa, rivolgersi al ministro Patuanelli, che fa parte del loro stesso partito.
E con Patuanelli potrebbero seguire le battaglie della Lega in Europa con la nostra europarlamentare Rosanna Conte, per esempio quella contro le telecamere a bordo dei pescherecci, e magari tirare le orecchie ai loro eurodeputati a 5 stelle che al Parlamento europeo hanno votato a favore di questa sorta di Grande Fratello inserito nel Regolamento Controlli. E con la stessa onorevole Conte avremo modo di confrontarci a breve sulle problematiche del settore considerato il suo costante impegno al riguardo, mentre ai 5 Stelle dico di lasciare stare le sterili polemiche, che non tengono conto del grande lavoro che stanno facendo la direzione del Mercato Ittico di Chioggia e l’amministrazione comunale insieme a tanti altri enti. Il 13 dicembre ci sarà una grande giornata con ospiti illustri che servirà a lanciare gli Stati generali della pesca, la tre giorni che si svolgerà a maggio 2022, stagione più consona a tante attività all’aperto, da fare anche nel Delta del Po e non solo. Chioggia e Delta del Po saranno alleate in questo evento nazionale.

domenica 24 ottobre 2021

CARO GASOLIO, ONERI FISCALI E RIDUZIONE SFORZO DI PESCA: MARINERIA A RISCHIO DEFAULT

Roberto Penzo Tanfa (in piedi) e Elio Dall'Acqua
A Pescara si sono riuniti nei giorni scorsi una sessantina di armatori rappresentanti la flotta della pesca a strascico non solo dell’Abruzzo ma anche altri, provenienti dalle marinerie di Marche, Emilia e Veneto, per discutere sulle problematiche attuali che sta vivendo il settore della pesca e che, se non si troveranno soluzioni ai molteplici problemi, potrebbero essere ridotti sul lastrico. Per la marineria chioggiotta sono intervenuti, in quanto armatori, Elio dall’Acqua e Roberto Penzo detto “Tanfa”. Sono tre i punti che uniscono le marinerie, a cominciare dal caro gasolio, che è aumentato negli ultimi tempi in una maniera insostenibile e che, se dovesse continuare ad aumentare su questo trend, potrebbe costringere molti armatori a non avvicendarsi in mare, soprattutto nei periodi in cui la pesca è meno fruttuosa e la richiesta di pescato meno pressante. Un secondo punto, non meno importante, la questione delle spese, degli oneri fiscali che incidono per 365 giorni annui mentre le giornate effettive di lavoro sono circa 120, un terzo. E terzo punto lo sforzo di pesca, sulla cui diminuzione si è fatta sentire l’Unione Europea diminuendo le giornate lavorative che porteranno i 120 giorni attuali a 90. I piani di gestione dello sforzo di pesca italiano non sembra che abbiano però tenuto conto delle barche che in questi anni sono state demolite, si tratta di un 15% della flotta. Barche che non possono più essere messe nel computo quando si parla di sforzo di pesca. In questi mesi gli armatori riescono a pagare gli uomini in quanto si è ancora in un periodo fruttuoso, sia per quanto riguarda il pescato che la richiesta al mercato, ma, solitamente, a gennaio le cose cambiano, e gli armatori faranno molta più difficoltà a dare, ai marinai, il salario minimo garantito. L’aumento delle spese, del gasolio in primis, la diminuzione dello sforzo di pesca, a quel punto provocheranno un grande problema al settore. La proposta è che le regioni interessate interpellino i propri assessori al settore pesca, per il Veneto si tratta di Cristiano Corazzari, e di creare un tavolo unico di discussione in cui far convergere i problemi che uniscono le marinerie dell’Adriatico e portarle all’attenzione di Roma prima, e di Bruxelles poi. Nel caso in cui la voce del settore sia ancora troppo fievole per far sentire le proprie ragioni e il proprio grido d’aiuto, non è escluso che si faccia sentire mettendo in atto una serie di scioperi generali.

mercoledì 20 ottobre 2021

PESCHERECCI CHIOGGIOTTI NEI GUAI: UNO IN ROTTA VS POLA ALTRO CON PESCATO SEQUESTRATO A CHIOGGIA

IMMAGINE DI REPERTORIO
Nel pomeriggio di oggi personale della capitaneria di porto di Chioggia è intervenuta sulle banchine del mercato ittico e ha posto sotto sequestro il pescato e i rapidi di un peschereccio appena rientrato da una battuta di pesca. Da indiscrezioni è trapelato che al comandante del peschereccio è stata contestata la pesca entro le quattro miglia dalla costa. Nelle scorse settimane in più occasioni abbiamo ricevuto segnalazioni di pescherecci che spegnevano il segnalatore e sparivano dal sito marinetraffic.com inoltre sempre qualche settimane fa per pochissimo non c’è stata una collisione tra un peschereccio che navigava a luci spente in battuta di pesca entro le quattro miglia dalla costa e un altro più piccolo. Proprio nel momento in cui stavamo per pubblicare ci riferiscono che il peschereccio TENACE è in navigazione verso il porto Croato di Pola. C’è un tam tam in corso per radio tra gli equipaggi dei pescherecci chioggiotti secondo i quali il peschereccio sarebbe stato sorpreso in acque territoriali Croate.

martedì 21 settembre 2021

COLLISIONE SFIORATA LA NOTTE SCORSA: PESCHERECCIO NAVIGAVA CON AIS E LUCI SPENTE A 4 MIGLIA DALLA COSTA

La notte scorsa un piccolo peschereccio abilitato alla pesca fino alle quattro miglia dalla costa ha evitato per pochissimo una collisione devastante con un altro peschereccio che naviga (stava pescando?) entro le quattro miglia dalla costa con luci di posizione e ais spento. Come è noto tranne per alcune eccezioni è assolutamente proibito pescare all’interno delle sei miglia, sono previste sanzioni salatissime e perdita di punti della licenza di pesca per chi viene sorpreso a pescare entro le sei miglia. E’ di oggi la notizia che è saltato l’accordo tra i “ramponanti” di limitare a due le giornate di pesca da questa settimana torneranno a pescare per 60 ore. I motivi che hanno portato alle 60 ore di pesca sarebbero dovute al fatto che alcuni pescherecci continuavano a pescare fregandosene di questo accordo. E’ opinione degli addetti ai lavori che la mancata osservanza di questo accordo porterà, come di consueto, ad una minore retribuzione del pescato. In estrema sintesi più peschi ( e più danneggi la risorsa ittica) e meno ti verrà pagato con tutte le logiche conseguenze. Se questi sono i presupposti le direttive europee che limitano lo sforzo di pesca criticate dalla marineria e da tutti i candidati sindaci di questa tornata elettorale forse non sono poi così sbagliate.

giovedì 2 settembre 2021

LETTERA APERTA AL FUTURO SINDACO DI CHIOGGIA

LETTERA APERTA AL FUTURO SINDACO DI CHIOGGIA Alla cortese attenzione dei candidati alla carica di sindaco del comune di Chioggia dei candidati alla carica di consigliere comunale di Chioggia Caro futuro sindaco di Chioggia, Caro consigliere comunale, ti scrivo per farti i miei più sinceri auguri per lo svolgimento di questo importante appuntamento elettorale che vedrà l’intera comunità clodiense chiamata a designare la prossima amministrazione della nostra città. Chioggia è una realtà particolarissima e speciale che possiede un enorme patrimonio storico, artistico, ecologico, economico ed anche umano da tutelare e salvaguardare con coraggio e determinazione: la nostra è sicuramente una delle città più belle e rappresentative del Veneto e dell’intera costa adriatica; importante meta turistica balneare e capitale naturale della pesca italiana. Sarai chiamato a difendere interessi nevralgici di una comunità che per troppi anni è stata considerata superficialmente la ‘cenerentola’ del Veneto, schiacciata tra le spire burocratiche di una città metropolitana di Venezia che ha assorbito enormi attenzioni ed il ritardo storico in cui è stato relegato il Veneto del sud per decenni; con problematiche non più derogabili riguardanti viabilità, infrastrutture e politiche dell’occupazione. Chioggia è uno dei centri più popolosi del Veneto – con circa 50mila residenti – eppure non le è mai stata riconosciuta la dignità di capoluoghi di provincia ben più piccoli e – di certo – meno rappresentativi dal punto di vista artistico e storico-culturale. Chioggia è senza ombra di dubbio la capitale della pesca in alto Adriatico: i pescatori hanno fatto la storia di questi luoghi fin dall’antichità, creando un’economia del mare che ha generato sviluppo e benessere per secoli ancor prima che nel mondo del mainstream si parlasse di blue economy.
Oggi il settore della pesca vive uno stato di profondo disagio, causato da stringenti politiche della commissione europea che rischiano di minare alle fondamenta la sopravvivenza stessa di centinaia d’imprese e migliaia di addetti che solo nel distretto ittico di Chioggia e Rovigo generano quasi 1 miliardo di euro all’anno di fatturato. La Pesca è l’anima di Chioggia: la tradizione è ancora forte e viva e contraddistingue questa città per valori positivi e solidali; città aperta, città accogliente e curiosa, piena di storie da raccontare ai tanti visitatori e a tutti coloro che non hanno ancora avuto la fortuna e l’occasione di conoscerla ed apprezzarla. L’economia del mare è uno dei temi fondamentali affrontati su scala globale. Anche da noi è necessaria una riflessione puntuale sul presente e sul futuro di tutte quelle attività che per secoli hanno forgiato l’essenza stessa e la matrice della realtà cittadina. Oggi la pesca è messa spesso alla berlina da improvvisati inquisitori che favoleggiano – a volte anche su pagine di importanti quotidiani nazionali, su canali tv o nel web – notizie infondate volte a colpire l’immaginario collettivo dell’opinione pubblica criminalizzando l’intero settore e tutta la categoria dei pescatori. Abbiamo visto documentari holliwoodiani denunciare la pesca come madre di ogni male degli oceani e dei mari, senza alcun dibattito, in modo fazioso e superficiale; dimenticando che i pescatori sono diventati, anche loro malgrado, gli unici guardiani o, meglio, veri e propri custodi dei mari; silenziose sentinelle che tutelano nei fatti la biodiversità battendo i flutti con le loro imbarcazioni spesso in modo eroico.