lunedì 16 marzo 2020

STAMANE SI È FERMATA L'ATTIVITÀ DI PESCA A CHIOGGIA E NELL'ALTO ADRIATICO: GUADAGNI TROPPO ESIGUI CON RISTORANTI E FRONTIERE CHIUSE ALL'AUTOTRASPORTO

L'effetto Coronavirus si fa sentire anche nell'economia del mare. Questa mattina la gran parte dei pescherecci di Chioggia, se non tutti, è rimasta ancorata alla riva, evitando di recarsi al lavoro: nei giorni scorsi infatti notevoli quantità di merce al mercato ittico all'ingrosso sono andate invendute, e quindi non hanno coperto i costi delle uscite e delle spedizioni. Le rappresentanze sindacali hanno già paventato la possibilità di chiedere l'applicazione di un fermo biologico anticipato straordinario.
Anche altre marinerie dell'Alto Adriatico hanno adottato la stessa decisione, non condivisa però nel centro-sud, dove applicazioni come Marine Traffic rilevano il normale funzionamento dell'attività di pesca. Ma anche in queste realtà la tensione nei pescatori è divisa tra chi vuole prendere lo stesso la via del mare per riuscire a guadagnare qualcosa, e chi teme in primis per la salute di se stesso e dei propri cari: la polemica nell'ambiente peschereccio, e il fastidio per decisioni non unitarie, rimbalza anche attraverso le pagine facebook della categoria.
Nei giorni scorsi molti armatori di Chioggia hanno sottoscritto una petizione al direttore del mercato ittico Emanuele Mazzaro, al fine di chiudere la struttura data la penuria di affari; ma il direttore, contrario alla serrata, ha rimesso le firme nelle mani del sindaco. Il rischio è che, con l'astensione della marineria di Chioggia, al mercato figuri solo prodotto congelato d'importazione.

domenica 15 marzo 2020

DISTANZE RISPETTATE AL MERCATO ITTICO ALL'INGROSSO, MA ALCUNI ARMATORI NE CHIEDONO LA CHIUSURA PER LA SCARSITÀ DI AFFARI: CONTRARIO IL DIRETTORE MAZZARO

Sono entrate in vigore anche al mercato ittico all'ingrosso di Chioggia, e vengono visibilmente rispettate, le norme che regolano l'afflusso e lo limitano a 250 persone, tra operatori e commercianti, oltre alla distanza di almeno un metro tra le persone. Nonostante queste disposizioni, che consentono al mercato di proseguire nell'attività di servizio, la chiusura di ristoranti e frontiere fa sì che una buona parte del pescato rimanga invenduta. E c'è chi chiede di anticipare il fermo biologico della pesca, mentre anche imprese storiche come la CAM sono costrette alla cassa integrazione per i propri dipendenti.
Nelle scorse ore un gruppo di armatori della marineria clodiense, conferitori al mercato, ha compilato una petizione e l'ha consegnata al direttore Emanuele Mazzaro, per chiedere la chiusura immediata della struttura dato il perdurare dell'emergenza. Mazzaro, interpellato da Chioggia Azzurra, prende atto della richiesta proveniente da una parte della marineria e la girerà al sindaco Alessandro Ferro, titolato nel caso a poter prendere una decisione in merito: «Personalmente non sono d'accordo di chiuderlo - dice il direttore - perché è un dovere civile e sociale andare avanti finché le regole vocate alla salute pubblica sono rispettate. Se non lo saranno più, sarò il primo a voler chiudere».

giovedì 12 marzo 2020

AL MERCATO ITTICO INGRESSI CONTINGENTATI: POSSONO ENTRARE NON PIÙ DI 140 COMMERCIANTI E 100 OPERATORI

Sarà limitato a un massimo di 250 persone l'accesso alla sala aste del mercato ittico all'ingrosso di Chioggia, dopo le polemiche insorte dalla pubblicazione di alcuni immagini filmate che ritraevano il consueto affollamento notturno, nonostante l'emergenza da Coronavirus.

Anticipata dal direttore Emanuele Mazzaro nel dialogo di ieri con Chioggia Azzurra, l'adozione di queste misure arriva in seguito a una riunione operativa tenuta stamane negli uffici di via Poli: la presenza nella sala da 1300 metri quadri è contingentata ora a 140 commercianti e 100 operatori, i numeri saranno tenuti sotto controllo.

mercoledì 11 marzo 2020

ASSEMBRAMENTI AL MERCATO ITTICO, IL DIRETTORE MAZZARO: «FACCIAMO IL MASSIMO PER RISPETTARE LE REGOLE. SE NON È SUFFICIENTE, CHIUDIAMO»

Questa mattina Chioggia Azzurra ha pubblicato, nella propria pagina fb, alcune immagini girate la scorsa notte all'interno del mercato ittico all'ingrosso di Chioggia, le quali riportano l'assembramento degli operatori e degli acquirenti, come avviene nelle condizioni normali. Dalle immagini si evince come sia assai arduo, per la natura stessa del lavoro, mantenere la distanza minima di un metro tra le persone.

Per questo motivo, davanti alle telecamere, interviene il direttore del mercato Emanuele Mazzaro: «Stiamo facendo di tutto per far osservare le disposizioni governative - esordisce il direttore - e gli stessi provvedimenti che abbiamo emanato, dopo tante riunioni con gli operatori e i pescatori. In questa sede amministrativa tre persone oltre al sottoscritto lavorano alacremente tutti i giorni, di notte e di mattina per creare un nuovo sistema in grado di far funzionare la struttura anche dopo i decreti».

Mazzaro elenca le misure disposte: «È stato contingentato l'accesso a una sola persona per piazzola, entra solo chi ha il tesserino, ci sono controlli precisi nell'intento di formare una coscienza in chi opera. Abbiamo anche eliminato l'asta "a orecchio" per garantire la distanza, e oggi faremo qualcosa di più: chiuderemo tutti gli accessi esterni, si potrà entrare solo dalla porta principale. Inoltre, eviteremo che chi acquista al mattino possa farlo anche al pomeriggio.
Se tutte queste manovre non consentiranno di rispettare le disposizioni, vista la natura stessa del mercato, allora sarà necessario chiudere». Conclude il direttore Mazzaro: «Ciò che non tollero è che qualcuno pensi ci sia stato disinteresse da parte di chi lavora qui, e che anzi ha applicato e disposto tutte le norme possibili».
Dalla politica intanto si levano le voci di coloro che ritengono sia opportuno chiudere tutte le strutture mercatali: non solo quello ambulante del giovedì in corso del Popolo, ma anche quello ittico all'ingrosso e quello ortofrutticolo. La segretaria del Partito Democratico Barbara Penzo e Rifondazione Comunista dicono: «Il caos e il mancato rispetto delle distanze comprovano la necessità di questa sospensione - si legge in una nota - e di applicarla immediatamente.
Già il mercato del modernariato, effettuato domenica scorsa, non avrebbe dovuto svolgersi poiché il decreto che istituiva la zona rossa era già in vigore; così il grande afflusso di turisti. Chiediamo siano sospese tutte le attività che non siano considerate essenziali». Rifondazione auspica che siano garantiti i dispositivi di sicurezza e i controlli per tutte le persone impiegate nella produzione e nei servizi essenziali.

«Servono anche - conclude il comunicato - misure adeguate come il "reddito di quarantena" per i lavoratori autonomi, ammortizzatori sociali straordinari anche nelle piccole imprese, il blocco di eventuali sfratti in corso. Il sindaco dovrebbe farsi promotore di questa istanza».

domenica 8 marzo 2020

CAMPAGNA PROMOZIONALE DEL MERCATO ITTICO DI CHIOGGIA (REGOLARMENTE APERTO) PER DIFENDERE IL COMMERCIO DEL PESCE LOCALE DURANTE CORONAVIRUS

Il mercato ittico all'ingrosso di Chioggia lancia una campagna di informazione e promozione destinata a qualificare il prodotto nei giorni dell'emergenza da Coronavirus. "Sano come un pesce" è lo slogan adottato dal direttore Emanuele Mazzaro, e si rivolge agli acquirenti da ogni parte d'Italia e dall'estero: il pesce, i molluschi e i crostacei che vengono trattati nel mercato di Chioggia sono freschi, con alto standard di controlli per la tracciabilità di filiera e in ogni passaggio dal produttore al consumatore finale.
Nei giorni scorsi il mercato ittico ha anche derogato alla tradizionale modalità di asta "ad orecchio", preferendo scrivere le offerte in un foglietto comunicato all'astatore. Il mercato rimane aperto regolarmente, così pure i camion che trasportano prodotto alimentare deperibile per il rifornimento alimentare possono circolare e transitare liberamente nell'area sia in entrata che in uscita.

venerdì 6 marzo 2020

IL PESCHERECCIO STELLA MARIS CATTURA UN ROMBO CHIODATO "RECORD" DI OLTRE 13 KG NEL MARE AL LARGO DI CHIOGGIA

Cattura eccezionale, questa mattina, nel mare al largo di Chioggia. Il peschereccio Stella Maris ha trovato nelle proprie reti un rombo chiodato del peso di 13.3 kg: le dimensioni dell'esemplari sono senza precedenti almeno nell'alto Adriatico (zona FAO 37.1.2), dal momento che gli operatori di Four Fish assicurano che i casi record, finora, ammontavano a pesci di 11.5 kg. Il rombo è stato portato al mercato ittico all'ingrosso di Chioggia, dove è stato pesato e ha riscosso l'ammirazione dei presenti.

LA CAPITANERIA DI PORTO DI CHIOGGIA SEQUESTRA 730 KG DI GRANCHI CHE STAVANO PER ESSERE VENDUTI SENZA ETICHETTE: 1500 EURO DI MULTA

Ieri mattina gli uomini del nucleo Ispettori pesca della Capitaneria di Porto di Chioggia, nell’ambito delle consuete verifiche territoriali, hanno condotto un controllo al punto di sbarco del mercato ittico di Chioggia, rinvenendo 730 kg di granchi vivi contenuti in 10 sacchi, pronti per la vendita ma privi dell'etichetta prescritta. Durante la verifica è stata contestata una violazione amministrativa del valore di 1500 euro, per inosservanza delle norme europea e nazionale quanto alla rintracciabilità di filiera del prodotto ittico. I granchi, pescati in giornata, erano ancora vivi e pertanto rigettati in mare.
«L’attività di vigilanza - ha dichiarato il Comandante della Capitaneria di Porto, capitano di fregata Michele Messina - condotta all’origine della distribuzione, è stata strategicamente prescelta negli ultimi anni dall’autorità marittima di Chioggia per massimizzare le quantità di prodotto ittico introdotte nel mercato, garantendo tutela al consumatore finale. Tali attività proseguiranno incessantemente nei prossimi giorni».