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mercoledì 26 gennaio 2022

PORTO OFF-SHORE - SONO 11 LE DOMANDE CHE SARANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE


Per quanto riguarda il porto off-shore, a quanto afferma il Presidente dell'Autorità Sistema Portuale Fulvio Lino Di Blasio,  in questa prima fase sono state ricevute 11 domande di partecipazione, entro maggio ne verranno scelte tre, dando il via alla seconda fase, in cui le proponenti saranno invitate a presentare una proposta di fattibilità tecnica ed economica e verranno richiesti alcuni approfondimenti tecnici che andranno consegnati entro la fine dell’anno 2022. La proposta scelta sarà resa nota entro giugno del 2023.

Il porto off-shore dovrebbe essere composto da due parti, la parte crocieristica sopra le 40mila tonnellate e la parte containers per le linee transoceaniche. Un progetto ambizioso per il quale si nutre anche tanta curiosità. Una procedura non molto sperimentata in Italia, scelta dal Governo per dare la più grande espressività di espressione a tutte le tecnologie che la andrebbero a comporre e per vedere quali metodi alternativi ci potrebbero essere per portare i traffici al di fuori della laguna per la tutela di tutti gli aspetti della stessa. 

Giuliano Godino ritiene che il V-Gate veda invece la Cina interessarsi che non avrebbe problemi economici per la sua realizzazione ma che deve considerare nella sua realizzazione anche i collegamenti viari alle infrastrutture stradali e ferroviarie presenti nel territorio, attualmente molto carenti.


PORTO OFF-SHORE - QUALI LE CONSEGUENZE SULLA PESCA DI CHIOGGIA


Il porto off-shore che verrà  realizzato al largo di Malamocco cosa provocherà al mondo della pesca?

Come tutti gli impianti e le strutture che vengono realizzati in mare  apporterà significativi cambiamenti. Dovranno essere scavati canali di navigazione nuovi per navi con pescaggio notevoli e saranno aree che verranno interdette alla pesca, almeno fino a 10 miglia dalla costa.  Alcune unità da pesca non potranno più esercitare  nell'area  con danni sostanziali, come le unità da pesca che vanno a fasolari . Queste probabilmente avranno indennizzi potendo provare  che viene loro interdetta proprio l'area dedicata alla loro attività. 

Indennizzi che non potranno ottenere i pescherecci che vanno a strascico in quanto  non calano la rete sempre nello stesso tratto di mare. 

Altri problemi alla pesca potrebbero essere un eventuale sversamento di idrocarburi, ma lo stesso traffico navale potrebbe disturbare la vita e lo sviluppo della vita sui fondali.

La conclusione di uno dei più rappresentativi pescatori della flotta chioggiotta, Roberto  Penzo Tanfa, armatore: Il porto off-shore si farà,  sono anni che se ne parla. Si spera che prima di cominciare a realizzarlo si parli con il comparto ittico  e si discutano e si cerchi di risolvere le eventuali problematiche prima che queste danneggino un settore già in difficoltà.