sabato 29 novembre 2014

NON ERA UNO SQUALO BIANCO MA....

--> In un primo momento avevano pensato di aver preso il piccolo di uno squalo bianco invece, secondo il parere del ricercatore dell'Ispra SADìSA RAICEVICH Si tratta probabilmente di un giovane esemplare di squalo toro, nome scientifico Carcharias taurus, il laminoforme catturato accidentalmente da un peschereccio chioggiotto nella notte di giovedì scorso a 20 mm dalla costa ( una specie non particolarmente aggressiva) . L’equipaggio, sensibile alle tematiche ambientali, pur non avendo sicurezza della specie ha preferito liberarlo con la massima celerità. --> Il dottor Sasa Raicevich dell'ispra

mercoledì 5 novembre 2014

IL SINDACO CASSON: L'UNIONE EUROPEA MASSACRA LA NOSTRA PESCA

Pesca. Sgravi contributivi alle imprese. Il sindaco Casson: “L'Unione Europea non rispetta i principi della Legge Speciale e massacra la nostra pesca” --> "L'Unione Europea non rispetta i principi di specificità del nostro territorio sanciti e riconosciuti dalla Legge Speciale e massacra la nostra pesca". Così il sindaco di Chioggia Giuseppe Casson sulla vicenda degli sgravi contributivi del triennio 1994 - 1997 alle cooperative della pesca. Il Consiglio di Stato a metà ottobre ha infatti ribaltato la sentenza del Tar del Veneto, accogliendo il ricorso presentato dall'Inps. Gli sgravi considerati dall'Unione Europea come aiuti di Stato, dovranno essere recuperati da Equitalia dalle imprese veneziane. Sugli eventuali interessi invece si deciderà a Marzo 2015. "Secondo i giudici romani, così come stabilito dalla Commissione europea, lo Stato italiano ha violato il principio di libera concorrenza nei confronti degli altri Stati europei. Tuttavia in questo modo non ottempera e bypassa i principi contenuti nella Legge Speciale per Venezia, che certificano uno stato di disagio del territorio lagunare e delle sue imprese. La Legge Speciale attesta la necessità di un surplus di attenzione per questi territori, penalizzati da una condizione ambientale e morfologica particolare - spiega il sindaco Giuseppe Casson - L'Unione Europea e il Consiglio di Stato con questa sentenza considerano ordinario qualcosa che ordinario non è: nella Legge Speciale, invero, si legge che tra gli impegni assunti dalla Repubblica vi è anche quello di assicurare la «vitalità socioeconomica» della laguna e del suo territorio, considerati di assoluta fragilità e meritevoli, per ciò stesso, di particolare sostegno. I finanziamenti aggiuntivi in sostanza riportano alla normalità, una situazione di deficit di partenza. Non si tratta quindi di privilegi ma di semplici diritti. A Roma chiederemo con fermezza al Ministero di farsi carico della problematica. Nel momento in cui tali somme vengono richieste indietro, con o senza interessi, consacriamo l'affossamento di centinaia di imprese del territorio, vanificando uno degli obiettivi della Legge Speciale. La politica non può tacere ed è obbligata a farsi carico della seconda marineria per importanza in Italia, che rischia, massacrata, di chiudere i battenti in un solo colpo". Entro fine mese l'incontro a Roma tra il sottosegretario alla pesca, Giuseppe Castiglione ed una delegazione composta dal sindaco, dal vicesindaco e assessore alla pesca, Maurizio Salvagno, e da alcuni rappresentanti delle cooperative della pesca interessate.

venerdì 24 ottobre 2014

I CARABINIERI SEQUESTRANO MEZZA TON DI PESCE SOTTO MISURA: DENUNCIATI TRE PESCATORI

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lunedì 20 ottobre 2014

LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE QUATTRO PESCHERECCI A PESCARE ENTRO LE TRE MIGLIA

QUATTRO PESCHERECCI SORPRESI A PESCARE “A STRASCICO” IN ZONA VIETATA. --> UN ELICOTTERO DELLA SEZIONE AEREA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI VENEZIA, DURANTE UNA RICOGNIZIONE AEREA HA INDIVIDUATO QUATTRO PESCHERECCI, UNO DELLA MARINERIA DI CHIOGGIA E 3 DI PORTO TOLLE, CHE PESCAVANO “A STRASCICO” AD UNA DISTANZA DI 2,0 MIGLIA NAUTICHE DALLA COSTA, DI FRONTE ALLA FOCE DEL PO’ DI PILA. SINO AL 31 OTTOBRE, LA PESCA A STRASCICO È CONSENTITA, PER I PESCHERECCI OLTRE I 15 METRI DI LUNGHEZZA, AD UNA DISTANZA NON INFERIORE ALLE 6 MIGLIA DALLA COSTA E PER I MOTOPESCA ENTRO I 15 METRI DI LUNGHEZZA, AD UNA DISTANZA NON INFERIORE ALLE 4 MIGLIA, PER FAVORIRE LA RIPRODUZIONE DELLA FAUNA MARINA. PESCARE CON RETI A STRASCICO ENTRO LE PREDETTE ZONE VIETATE DANNEGGIA GRAVEMENTE L’ECOSISTEMA MARINO E MINACCIA LA SALVAGUARDIA DELLE RISORSA ITTICA. DALL’INIZIO DELL’ANNO, LE FIAMME GIALLE DEL REPARTO OPERATIVO AERONAVALE HANNO SANZIONATO 18 MOTOPESCHERECCI SORPRESI A PESCARE “A STRASCICO” IN ZONA VIETATA. LA SANZIONE AMMINISTRATIVA APPLICABILE PER TALI COMPORTAMENTI VA DA UN MINIMO DI 4.000,00 EURO AD UN MASSIMO DI 12.000,00 EURO. OLTRE ALLA SANZIONE, AL COMANDANTE DEL PESCHERECCIO SARA’ APPLICATA LA SANZIONE ACCESSORIA RELATIVA AL COSIDETTO “SISTEMA A PUNTI”, CHE PREVEDE DI INFLIGGERE 6 PUNTI PER VIOLAZIONI DI SPECIE.

mercoledì 15 ottobre 2014

PESCHERECCIO RECUPERA ELICA DI UN AEREO DELLA II GUERRA MONDIALE

--> " i se le và a cercare col lanternin " commentavano alcuni operatori del mercato ittico questa mattina presto nel guardare la grande elica ( diametro di circa tre metri) recuperata nel corso della battuta di pesca dal peschereccio ALESSANDRO N a circa 17 miglia a nord di Chioggia. Effettivamente oltre ad un discreto numero di massi e di macigni " recuperati" sempre durante le innumerevoli battute di pesca, anche il famoso squalo elefante esposto al museo zoologico Giuseppe Olivi di palazzo Grassi era stato portato a terra dall'equipaggio del ALESSANDRO N. La capitaneria di porto è stata regolarmente avvisata.

mercoledì 8 ottobre 2014

LA GDF SORPRENDE DUE PESCHERECCI CHIOGGIOTTI SOTTOCOSTA

DUE PESCHERECCI SORPRESI A PESCARE A STRASCICO SOTTOCOSTA. --> UNA MOTOVEDETTA DELLA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI CHIOGGIA, IN SERVIZIO DI PATTUGLIAMENTO IN MARE, HA SORPRESO A 0,6 MIGLIA DALLA COSTA, LUNGO IL LITORALE DI PO DI GORO, DUE PESCHERECCI DELLA MARINERIA DI CHIOGGIA IN ATTIVITÀ DI PESCA A STRASCICO IN COPPIA, COMUNEMENTE DENOMINATA “ VOLANTE” . OLTRE ALLA MULTA DI EURO 2.000 ED AL SEQUESTRO DELLA RETE DA PESCA, AI DUE COMANDANTI SARANNO DECURTATI DEI PUNTI DALLA LICENZA DI PESCA, SECONDO IL MECCANISMO DI CUMULO DELLE VIOLAZIONI COMMESSE PER INOSSERVANZA DELLE NORME SULLA PESCA. IL CONTRASTO A QUESTE FORME DI PESCA ABUSIVA E’ NECESSARIO PER TUTELARE LA RISORSA ITTICA E SALVAGUARDARE LE ZONE DI RIPOPOLAMENTO, SECONDO LE NORMATIVE NAZIONALI ED EUROPEE. LA VIOLAZIONE RISCONTRATA E’ AVVENUTA A POCHE SETTIMANE DALLA RIPRESA DELLA PESCA, DOPO IL PERIODO DI “FERMO BIOLOGICO”. SINO AL 31 OTTOBRE LA PESCA A STRASCICO È’ CONSENTITA PER I PESCHERECCI OLTRE I 15 METRI DI LUNGHEZZA AD UNA DISTANZA NON INFERIORE ALLE 6 MIGLIA DALLA COSTA E PER I MOTOPESCA ENTRO I 15 METRI DI LUNGHEZZA AD UNA DISTANZA NON INFERIORE ALLE 4 MIGLIA.

venerdì 3 ottobre 2014

LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA 1400 KG DI VONGOLE APPENA PESCATE

--> Giovedì mattina la gdf della sezione operativa navale di Chioggia ha sequestrato il primo importante quantitativo di vongole ( 1.400 chili) dopo della famosa operazione “ laguna reset” del maggio scorso ( centinaia di indagati, di cui 40 colpiti da provvedimenti cautelari) Il prodotto, appena pescato, è stato rinvenuto a bordo di un mezzo galleggiante stabilmente ormeggiato all’interno di una concessione demaniale adibita all’allevamento di vongole. Il titolare della concessione, rintracciato dai militari, ha disconosciuto la proprietà delle vongole esprimendo anche stupore per la presenza ma gli è stato ugualmente contestato il possesso e non essendoci la documentazione idonea per attestare la provenienza dei molluschi è stata elevata una sanzione di euro 2.000. Dopo che che il personale veterinario dell’asl 14, intervenuto su richiesta degli operatori, ha accertato la vitalità e prelevato i campioni per sottoporli ad analisi l’intera partita di vongole è stata sequestrata e rigettata in acque profonde lagunari. “ Con ogni probabilità pescate abusivamente” recita il comunicato stampa della gdf , gli ambienti di pesca , in modo non ufficiale, danno per probabile che le vongole oggetto del sequestro provengano da un’area SIN ( sito interesse nazionale) vicina a Venezia, un’area che, utilizzata in passato per il recupero della semina, da qualche tempo è libera di alghe e la semina è cresciuta diventando un bel prodotto, sembra anche salubre. “ Considerando che la semina che perviene ai vivai non è minimamente sufficiente a garantire la redditività degli allevamenti se fosse consentita la pesca sotto controlli, anche stretti, è probabile che la pesca abusiva verrebbe fortemente ridotta “ E’ il commento di un operatore del settore.