martedì 5 aprile 2016

LA CAPITANERIA DI PORTO ORDINA IL DIVIETO DI IMMERSIONE NEL RELITTO EVDOKIA

( video d'archivio) la guardia costiera di Chioggia con ordinanza nr 13/2016 ha posto il divieto di effettuare qualsiasi attività di immersione e per qualunque finalità al suo interno e comunque ad una distanza di 50 metri dal relitto. Tra le motivazioni, oltre alla ovvia pericolosità, viene segnalata la presenza di numerosi metri di sagola utilizzata come " linea di sicurezza " durante le immersione avvenute per il recupero del sommozzatore scomparso il 26 marzo scorso. LINK ALL'ORDINANZA COMPLETA ORDINANZA DI DIVIETO DI ACCESSO AL RELITTO EVDOKIA

venerdì 1 aprile 2016

SCHIANTO NELLA NOTTE IN LAGUNA: VIVI PER MIRACOLO TRE CAPAROSSOLANTI CHIOGGIOTTI

foto di archivio
Vivi per miracolo tre pescatori chioggiotti che alle tre di questa mattina si sono schiantati contro un corpo galleggiante mentre navigavano da Venezia verso Chioggia. “ Avevano appena passato il canale dei petroli - riferisce un conoscente - e si erano inoltrati nella parte di barena dove usualmente si naviga, quando improvvisamente hanno colpito un palo galleggiante che ha praticamente distrutto il barchino “. I tre, uno ha subito delle lievi ferite, sono rimasti fino alle sei del mattino avvinghiati allo scafo rovesciato e sono stati poi soccorsi dalla guardia costiera allertata da una nave in transito. Il barchino, motorizzato con un potente motore fuoribordo, al momento si trova ancora in un basso fondale della laguna i danni sono notevoli si spera di poter recuperare il motore se verrà manutenzionato urgentemente. L’incidente non può che far ricordare gli incidenti avvenuti pochi anni fa in cui in due distinte occasioni morirono in mare altri pescatori chioggiotti le cui dinamiche non furono mai chiarite ma il sospetto è sempre quello l’urto con un corpo semi sommerso. Purtroppo per il magistrato alle acque è sempre più difficile a causa della scarsità di fondi riuscire a provvedere alla manutenzione delle briccole, i segnali fissi che delimitano i canali della laguna, la maggior parte dei relitti galleggianti sono frammenti di queste opere di segnalamento marittimo. Probabilmente anche la velocità dei natanti è una con causa degli effetti disastrosi degli urti. Fortunatamente le condizioni del ferito, un 44 enne, non sono gravi al momento è in osservazione presso il pronto soccorso dell'ospedale dell'angelo da dove potrebbe essere presto dimesso o affrontare un breve ricovero. Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito. video d'archivio AGGIORNAMENTO DEL 2 APRile h 22 NON ERA UN CORPO GALLEGGIANTE MA UN PALO FISSO L'OSTACOLO DELL'INCIDENTE Non sono rari gli incidenti dei barchini dei caparossolanti - nella foto di archivio la testimonianza di un altro schianto notturno Non era un corpo galleggiante ma un palo fisso l’oggetto contro il quale è andato a schiantarsi il barchino chioggiotto alle tre del mattino di venerdì scorso. “ Avevamo appena lasciato il canale dei petroli - riferisce uno dell’equipaggio - con la voce rauca di chi ha preso tanto freddo - quando ci siamo infilati con la prua su uno spuntone fisso, l’urto è stato così forte che ha creato un lungo taglio sulla carena. E’ stato un attimo, il barchino è affondato immediatamente e nell’andare giù si è ribaltato, ci siamo trovati tutti e tre ad annaspare sotto acqua con la barca sopra la testa attaccati alla consolle centrale, mio fratello era anche impigliato con il vestito sui comandi del motore. Fortunatamente il fondale era basso e il top del barchino fermandosi sul fondo ha retto la barca in equilibrio consentendoci prima di uscire e poi di risalire sulla chiglia del barchino capovolto che è diventato il nostro rifugio e là siamo rimasti ad aspettare “. I tre naufraghi sono stati poi notati da una nave in transito, erano tra il curvone e la strettoia del canale Malamocco marghera a 200 mteri dal canale dei petroli. Sono stati poi recuperati verso le sette del mattino da un mezzo dei piloti dove sono stati immediatamente rinfrancati ospitandoli in cabina e scaldati con una coperta. Uno di loro è stato poi portato all’ospedale di Mestre dove gli sono state riscontrate lievi ferite, il poverino nell’urto a perso due denti. Il barchino, un motorizzato con un potente motore fuoribordo, è stato posto sequestro dall’autorità marittima che sta indagando sulla dinamica dell’incidente.

venerdì 25 marzo 2016

MERCATO ITTICO AL MINUTO: SEQUESTRATI BRANZINI E ORATE DALLA GRECIA





Nella mattinata odierna, la motovedetta del Comando Compagnia Carabinieri di Chioggia, nel corso di un servizio di polizia finalizzato alla verifica della corretta etichettatura e della rintracciabilità di filiera dei prodotti ittici esposti per la vendita al consumatore finale, procedeva al controllo di diversi banchi di vendita presso il mercato ittico al dettaglio sito in Corso del Popolo a Chioggia. A seguito del controllo venivano deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria di Venezia:

- un commerciante chioggiotto titolare di un banco vendita presso il mercato ittico al minuto di Chioggia per frode nell’esercizio del commercio, in quanto -all’ atto del controllo- un militare del Comando, fingendosi un acquirente presso l’anzidetto banco, notava tra il vario prodotto ittico esposto per la vendita all’interno di cassette di polistirolo dei branzini e delle orate. Su tale prodotto era stato apposto ed esposto il relativo cartellino contenente, oltre il prezzo di vendita, tutte le informazioni circa l’origine/provenienza del pesce. In particolare, il cartellino dei branzini riportava come zona di provenienza l'Italia, mentre quello delle orate la Croazia. Il militare intervenuto, rivolgendosi al commerciante, chiedeva conferma circa l’origine di entrambe le specie ittiche in argomento, dimostrandosi interessato al loro acquisto. L’esercente, confermava sia la freschezza dei prodotti sia la provenienza, ribadendo che i branzini erano italiani mentre le orate provenivano dalla Croazia. Dopo essersi qualificato, dal controllo della documentazione acquisita emergeva che i branzini e le orate in questione provenivano in verità dalla Grecia. Tutto il prodotto per un peso complessivo di 15 kg. circa, per un valore di circa 150 euro, veniva sottoposto a sequestro ed affidato in custodia all’interessato.

- Altro commerciante chioggiotto titolare di un banco vendita presso il mercato ittico al minuto di Chioggia, per tentativo di frode nell’esercizio del commercio, dal momento che -all’atto del controllo- veniva verificato che sul banco di vendita erano esposte per la vendita diverse specie ittiche e, tra queste, una cassetta priva di qualsiasi etichettatura contente circa kg.10 di orate. Sopra il prodotto ittico vi era un’etichetta recante la dicitura “orata” (Sparus Aurata) euro 10 metodo di pesca: allevato in Spagna, prodotto fresco”, mentre dalla documentazione fiscale acquisita emergeva che le orate provenivano dalla Grecia. Il prodotto in questione per un valore di circa 100 euro veniva sottoposto a sequestro di polizia giudiziaria ed affidato in custodia all’interessato per tenerlo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Giova far presente che i commercianti indicavano la Croazia e la Spagna come luogo di pesca o allevamento, traendo in inganno il consumatore, perché il pesce proveniente da quei Paesi è indubbiamente più pregiato e costoso.

mercoledì 16 marzo 2016

GUARDIA COSTIERA: corsi per l’uso del defibrillatore e di primo soccorso per il personale della Guardia Costiera

Sono stati in questi giorni portati a compimento i corsi di formazione, a favore del personale della Guardia Costiera di Chioggia, sull’uso del defibrillatore e sulla somministrazione dell’ossigeno. I corsi sono stati svolti presso la sede della Capitaneria di Porto di Chioggia grazie alla disponibilità ed alla collaborazione della D.A.N. Europe (Divers Alert Network Europe), un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di medicina e ricerca scientifica, con lo scopo di promuovere la sicurezza in mare, con particolare attenzione rivolta ai subacquei sportivi. La formazione, rivolta al personale della Guardia Costiera imbarcato sulle motovedette ed a quello che durante la stagione estiva viene costantemente impiegato a terra nell’operazione “Mare Sicuro”, ha permesso di incrementare le conoscenze relative alle manovre di rianimazione cardiopolmonare con l'uso di defibrillatore DAE e le manovre di disostruzione e somministrazione ossigeno, permettendo il rilascio delle prescritte certificazioni a trenta militari della Guardia Costiera. La formazione è stata resa possibile grazie alla preziosa presenza del sig. GIOVANNELLI Simone (Regional Training Coordinator Italia) e dai sig.ri DAMIAN Andrea e MENEGALDO Mirco (Istruttori D.A.N. Europe) coordinati dal sig. STIRPARO Massimiliano in qualità di Training Manager D.A.N. Europe. La collaborazione proseguirà anche in vista della programmazione delle attività durante la prossima stagione estiva: è stata infatti programmata un’esercitazione di emergenza che vedrà impiegato il personale delle motovedette nel mettere effettivamente in pratica quanto appreso in sede di formazione, con il fine ultimo di implementare la professionalità del personale dedito al soccorso ed alla sicurezza in mare e sulle spiagge.

martedì 1 marzo 2016

SCHERZANO SULLE FREQUENZE RISERVATE 3.000 EURO DI MULTA PER QUATTRO PESCHERECCI

foto di archivio Iniziata nel mese di dicembre, è stata ora portata a termine, con la notifica delle sanzioni amministrative a carico dei trasgressori, una complessa attività, svolta dal personale della Capitaneria di porto di Chioggia e dai funzionari tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico – Ispettorato Territoriale Veneto – Reti e Servizi di comunicazione elettronica. Le attività di indagine sono iniziate nel mese di dicembre quando il personale della Sala Operativa di Chioggia si è accorto di essere “ascoltato”, nelle comunicazioni su frequenze riservate, da alcune unità da pesca professionale che, avendo installato a bordo sistemi in grado di captare i canali radio VHF dedicati al servizio delle motovedette e della Sala Operativa stessa, potevano conoscere in tempo reale tutti movimenti delle motovedette in servizio, in particolare di quelle dedite al controllo dei pescherecci. Un errore è costato tuttavia caro ai pescherecci che, nel trasmettere accidentalmente le proprie comunicazioni sui canali riservati, hanno consentito di intrecciare i dati delle imbarcazioni in mare con la provenienza del segnale, risalendo così agli armatori. foto di archivio Nei giorni successivi sono state attese in porto ed ispezionate quattro unità da pesca della locale marineria. Durante il controllo, ispezionando la plancia e vari alloggiamenti che ne occultavano la vista, il personale tecnico del Ministero dello Sviluppo Economico e quello della Guardia Costiera ha appurato la presenza di vari apparati radio con installati i canali VHF aventi le frequenze che per legge sono riservate all’uso esclusivo al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera. A carico di ciascun armatore è stato elevato verbale per violazione del Codice delle Comunicazioni di € 3.000 (tremila), mentre all’installatore delle apparecchiature sono stati notificati quattro distinti verbali dell’importo di 500,00(cinquecento) ciascuno. Tutte le apparecchiature non in regola, per un totale di 20 apparati RADIO VHF, sono stati sequestrati. I controlli continueranno anche i prossimi giorni a bordo delle unità da pesca onde verificare l’eventuale presenza delle suddette apparecchiature anche su altre unità.

sabato 27 febbraio 2016

NOI CHE I MARITTIMI: I COMANDANTI DI CHIOGGIA SCAMBIANO NUOVI ORIZZONTI SU FACEBOOK

Un futuro lungo nel settore, e nessuna intenzione di lasciar correre i problemi senza tentare soluzioni comuni, dal virtuale al reale. Circa 35 comandanti di imbarcazioni di Chioggia, trasversali rispetto alle cooperative, hanno voluto aderire al un gruppo facebook, intitolato “Noi che i marittimi”, per condividere informazioni relative al loro lavoro, un gruppo che da due anni è attivo su internet aggiornando e integrando quotidianamente un flusso di informazioni specifiche sulla marineria. L'iniziativa di passare al virtuale è di William Perini e Samuel Tiozzo, comandanti dei pescherecci La Perla Nera e Doriano T, che abbiamo incontrato nelle sedi del mercato ittico gentilmente concesse. «Abbiamo poco tempo dopo la battuta di pesca settimanale», dice Perini «per ritrovarci assieme agli altri colleghi e scambiare idee sul da farsi». Ad oggi ha concretizzato il programma Nuovi Orizzonti, con l'intento di migliorare la pesca locale: «Finora siamo stati divisi, ma vogliamo dimostrare che la marineria locale è unita» e fare massa critica, aggiunge Tiozzo. Il gruppo lamenta la mancanza di una rappresentanza dei comandanti: per questo si avvale di un consulente “a terra” nel comandante Cristian Varisco, presente anche nel Collegio Nazionale dei capitani. Le iniziative e i progetti dei comandanti chioggiotti verranno quindi a lui riferiti, di modo da portarli all'attenzione delle marinerie italiane, e riferirli di nuovo al gruppo web che finora conta quasi quattrocento aderenti.

venerdì 15 gennaio 2016

GUARDIA COSTIERA: 135.000 EURO DI SANZIONI PER 6,5 TON DI PESCE SEQUESTRATO

Contrasto alla pesca illegale e controllo sulla filiera ittica: conclusa l’operazione “Tallone d’Achille”. È giunta al termine l’operazione di polizia “Tallone d’Achille”, nome in codice dell’attività iniziata a fine Novembre 2015 e conclusasi nella tarda serata di Domenica 10 Gennaio 2016, effettuata dai militari della Guardia Costiera del Veneto, su disposizione del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, volta al contrasto della pesca illegale ed al controllo di tutte le fasi della filiera della pesca, dalla cattura alla commercializzazione, proprio in concomitanza delle festività natalizie, allorquando aumenta a dismisura la richiesta di prodotto, ad esempio per la preparazione dei cosiddetti “cenoni” e cresce in maniera esponenziale il rischio di incappare in pesce non idoneo al consumo o pescato in violazione alle norme in vigore. Ispezione a pescherecci in fase di pesca, “controlli a tappeto” di esercizi commerciali, grossi centri di stoccaggio, mercati ittici e rionali, ristoranti e centri commerciali: notevole, dunque, lo sforzo profuso dalla Direzione Marittima del Veneto che, in aggiunta alle attività di verifica che vengono programmate durante tutto l’anno, ha messo in campo un ulteriore dispositivo complesso di controllo che ha visto impiegati 44 militari, 6 unità navali e 7 mezzi terrestri appartenenti ai Comandi del Veneto - Venezia, Chioggia, Caorle e Jesolo – i quali hanno operato all’interno delle province del Veneto ed in territori extraregionali come le province di Mantova, Bergamo e Brescia. Principale attenzione è stata posta nella tutela del “consumatore finale” mediante la verifica delle condizioni igienico sanitarie del prodotto, il controllo dello stato di conservazione, l’eventuale alterazione ed il rispetto della data di scadenza per i prodotti preconfezionati, attività effettuate in stretta collaborazione con i Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali. Diverse le azioni volte alla repressione di “frodi in commercio”, anche per le specie spacciate per prodotto pregiato. Sempre verificata la presenza della documentazione a corredo comprovante la completa tracciabilità, primo indicatore di qualità, genuinità e freschezza che deve accompagnare il prodotto in qualsiasi fase della filiera ittica, dalla dichiarazione di cattura del peschereccio o dalla bolla di importazione per terminare alla vendita conclusiva al dettaglio ed ancora, la corretta etichettatura riportante quegli elementi di informazione da riportare al consumatore quali la denominazione commerciale, il metodo di cattura (pescato o allevato), lo stato del prodotto (congelato o fresco), la zona di cattura. In conclusione sono stati effettuati 214 controlli, di cui 54 a mare e 160 a terra suddivisi tra punti di sbarco, grossisti, mercati ittici, grande distribuzione, ristoranti e pescherie. Le principali infrazioni riscontrate hanno riguardato la completa o parziale assenza dei documenti comprovanti la tracciabilità dei prodotti e la inesatta o assenza dell’etichettatura degli stessi. L’attività di controllo ha portato alla comminazione di 34 sanzioni amministrative per un importo totale di circa 135.000 euro, al sequestro di circa 6,5 tonnellate di prodotto ed al deferimento di tre persone alla competente autorità giudiziaria. Venezia, 14 Gennaio 2016