martedì 12 aprile 2016

PESCA ABUSIVA: 2.000 EURO DI MULTA PER 300 KG DI VONGOLE VERACI

La mattina di ieri, alle ore 06:30, l’equipaggio della Motovedetta di questo Comando Compagnia Carabinieri durante un servizio di osservazione finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati e delle violazioni inerenti la pesca e la commercializzazione di vongole veraci provento della pesca abusiva in laguna da parte dei c.d. “caparozzolanti”, in località Riva Caboto di Chioggia, notavano un’imbarcazione tipo drifting che si ormeggiava lungo la panchina in argomento e i due occupanti cominciavano ad effettuare manovre sospette. Gli operanti dopo aver percorso un tratto di una stradina impervia e sterrata “abbordavano” l’imbarcazione con a bordo due ragazzi chioggiotti di anni 35, e 39 All’atto del controllo sul ponte di coperta venivano rinvenute nr.10 ceste da kg. 30 circa cadauna, contenenti molluschi della specie “Vongole Veraci”, per un peso complessivo di tre quintali circa. Ai fini della tracciabilità di filiera ed in ottemperanza alle disposizioni di cui al Reg. CE 853/2004 – Sezione VII – Molluschi Bivalvi Vivi, i due pescatori non esibivano alcun Documento di Registrazione (DDR) che accompagnava e scortava tale lotto (lotto/partita) di molluschi. Alla luce di quanto accertato i proprietario dell’imbarcazione veniva dichiarato in contravvenzione per la violazione del Reg. CE 853/2004 - Allegato III – Sezione VII (Molluschi Bivalvi Vivi) Capitolo I punti 3 e 4 lettera a). La violazione del Reg. (CE) 853/2004 sopra citato, con sanzione amministrativa pecuniaria pari a 2.000 euro ai sensi dell’art. 6 punto 11 del D.Lgs nr.193 del 6 novembre 2007. Tutti i molluschi rinvenuti, per un valore commerciale di 2.500 euro, venivano sottoposti a sequestro amministrativo ai sensi dell’ex art. 13 Legge 689/81 ed essendo allo stato vivo venivano rigettati nelle acque lagunari per il ripristino del ciclo vitale.

mercoledì 6 aprile 2016

PUNTA POLI: 1.500 EURO DI MULTA PER SEPPIE SENZA TRACCIABILITA'

Durante la mattinata odierna, l’equipaggio della Motovedetta CC 803 , nel corso di un servizio di polizia finalizzato alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia di rintracciabilità alimentare, ha sottoposto ad ispezione un BOX di proprietà di un chioggiotto presso il Mercato Ittico all’Ingrosso sito in via G. Poli di Chioggia. All’atto del controllo il gestore/proprietario stava terminando l’incassettamento di una partita di prodotto ittico della specie “seppie”. Alla richiesta di esibire la relativa documentazione atta a stabilirne la rintracciabilità di filiera, il predetto non era in grado di fornire alcuna informazione a riguardo e non presentava alcun documento fiscale/amministrativo che attestasse l’origine/provenienza del prodotto alimentare. Anche le cassette in polistirolo, contenenti le “seppie”, erano prive di etichette e/o bolli sanitari recanti le informazioni utili alla rintracciabilità di filiera. Si desumeva quindi che i cefalopodi siano stati acquistati dallo stesso commerciante in “nero”. Alla luce di quanto accertato, poiché il prodotto ittico in questione era di fatto sprovvisto di rintracciabilità, il gestore veniva dichiarato in contravvenzione per la violazione di cui all’art. 18 del Reg. (CE) 28/01/2002 n. 178, punita dall’art. 2 del D.Lgs. 190/2006 con sanzione pecuniaria amministrativa pari a 1.500 euro (PMR). Le “seppie”, per un peso complessivo di 1 quintale circa ed un valore commerciale di 1000 euro, sono state sottoposte a sequestro amministrativo e, nel corso della mattinata, conferite ad Ente Benefico poiché giudicate idonee al consumo umano da parte di medico veterinario della locale U.L.S.S. 14 intervenuto sul posto.
La CC 803 A PUNTA POLI

martedì 5 aprile 2016

LA CAPITANERIA DI PORTO ORDINA IL DIVIETO DI IMMERSIONE NEL RELITTO EVDOKIA

( video d'archivio) la guardia costiera di Chioggia con ordinanza nr 13/2016 ha posto il divieto di effettuare qualsiasi attività di immersione e per qualunque finalità al suo interno e comunque ad una distanza di 50 metri dal relitto. Tra le motivazioni, oltre alla ovvia pericolosità, viene segnalata la presenza di numerosi metri di sagola utilizzata come " linea di sicurezza " durante le immersione avvenute per il recupero del sommozzatore scomparso il 26 marzo scorso. LINK ALL'ORDINANZA COMPLETA ORDINANZA DI DIVIETO DI ACCESSO AL RELITTO EVDOKIA

venerdì 1 aprile 2016

SCHIANTO NELLA NOTTE IN LAGUNA: VIVI PER MIRACOLO TRE CAPAROSSOLANTI CHIOGGIOTTI

foto di archivio
Vivi per miracolo tre pescatori chioggiotti che alle tre di questa mattina si sono schiantati contro un corpo galleggiante mentre navigavano da Venezia verso Chioggia. “ Avevano appena passato il canale dei petroli - riferisce un conoscente - e si erano inoltrati nella parte di barena dove usualmente si naviga, quando improvvisamente hanno colpito un palo galleggiante che ha praticamente distrutto il barchino “. I tre, uno ha subito delle lievi ferite, sono rimasti fino alle sei del mattino avvinghiati allo scafo rovesciato e sono stati poi soccorsi dalla guardia costiera allertata da una nave in transito. Il barchino, motorizzato con un potente motore fuoribordo, al momento si trova ancora in un basso fondale della laguna i danni sono notevoli si spera di poter recuperare il motore se verrà manutenzionato urgentemente. L’incidente non può che far ricordare gli incidenti avvenuti pochi anni fa in cui in due distinte occasioni morirono in mare altri pescatori chioggiotti le cui dinamiche non furono mai chiarite ma il sospetto è sempre quello l’urto con un corpo semi sommerso. Purtroppo per il magistrato alle acque è sempre più difficile a causa della scarsità di fondi riuscire a provvedere alla manutenzione delle briccole, i segnali fissi che delimitano i canali della laguna, la maggior parte dei relitti galleggianti sono frammenti di queste opere di segnalamento marittimo. Probabilmente anche la velocità dei natanti è una con causa degli effetti disastrosi degli urti. Fortunatamente le condizioni del ferito, un 44 enne, non sono gravi al momento è in osservazione presso il pronto soccorso dell'ospedale dell'angelo da dove potrebbe essere presto dimesso o affrontare un breve ricovero. Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito. video d'archivio AGGIORNAMENTO DEL 2 APRile h 22 NON ERA UN CORPO GALLEGGIANTE MA UN PALO FISSO L'OSTACOLO DELL'INCIDENTE Non sono rari gli incidenti dei barchini dei caparossolanti - nella foto di archivio la testimonianza di un altro schianto notturno Non era un corpo galleggiante ma un palo fisso l’oggetto contro il quale è andato a schiantarsi il barchino chioggiotto alle tre del mattino di venerdì scorso. “ Avevamo appena lasciato il canale dei petroli - riferisce uno dell’equipaggio - con la voce rauca di chi ha preso tanto freddo - quando ci siamo infilati con la prua su uno spuntone fisso, l’urto è stato così forte che ha creato un lungo taglio sulla carena. E’ stato un attimo, il barchino è affondato immediatamente e nell’andare giù si è ribaltato, ci siamo trovati tutti e tre ad annaspare sotto acqua con la barca sopra la testa attaccati alla consolle centrale, mio fratello era anche impigliato con il vestito sui comandi del motore. Fortunatamente il fondale era basso e il top del barchino fermandosi sul fondo ha retto la barca in equilibrio consentendoci prima di uscire e poi di risalire sulla chiglia del barchino capovolto che è diventato il nostro rifugio e là siamo rimasti ad aspettare “. I tre naufraghi sono stati poi notati da una nave in transito, erano tra il curvone e la strettoia del canale Malamocco marghera a 200 mteri dal canale dei petroli. Sono stati poi recuperati verso le sette del mattino da un mezzo dei piloti dove sono stati immediatamente rinfrancati ospitandoli in cabina e scaldati con una coperta. Uno di loro è stato poi portato all’ospedale di Mestre dove gli sono state riscontrate lievi ferite, il poverino nell’urto a perso due denti. Il barchino, un motorizzato con un potente motore fuoribordo, è stato posto sequestro dall’autorità marittima che sta indagando sulla dinamica dell’incidente.

venerdì 25 marzo 2016

MERCATO ITTICO AL MINUTO: SEQUESTRATI BRANZINI E ORATE DALLA GRECIA





Nella mattinata odierna, la motovedetta del Comando Compagnia Carabinieri di Chioggia, nel corso di un servizio di polizia finalizzato alla verifica della corretta etichettatura e della rintracciabilità di filiera dei prodotti ittici esposti per la vendita al consumatore finale, procedeva al controllo di diversi banchi di vendita presso il mercato ittico al dettaglio sito in Corso del Popolo a Chioggia. A seguito del controllo venivano deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria di Venezia:

- un commerciante chioggiotto titolare di un banco vendita presso il mercato ittico al minuto di Chioggia per frode nell’esercizio del commercio, in quanto -all’ atto del controllo- un militare del Comando, fingendosi un acquirente presso l’anzidetto banco, notava tra il vario prodotto ittico esposto per la vendita all’interno di cassette di polistirolo dei branzini e delle orate. Su tale prodotto era stato apposto ed esposto il relativo cartellino contenente, oltre il prezzo di vendita, tutte le informazioni circa l’origine/provenienza del pesce. In particolare, il cartellino dei branzini riportava come zona di provenienza l'Italia, mentre quello delle orate la Croazia. Il militare intervenuto, rivolgendosi al commerciante, chiedeva conferma circa l’origine di entrambe le specie ittiche in argomento, dimostrandosi interessato al loro acquisto. L’esercente, confermava sia la freschezza dei prodotti sia la provenienza, ribadendo che i branzini erano italiani mentre le orate provenivano dalla Croazia. Dopo essersi qualificato, dal controllo della documentazione acquisita emergeva che i branzini e le orate in questione provenivano in verità dalla Grecia. Tutto il prodotto per un peso complessivo di 15 kg. circa, per un valore di circa 150 euro, veniva sottoposto a sequestro ed affidato in custodia all’interessato.

- Altro commerciante chioggiotto titolare di un banco vendita presso il mercato ittico al minuto di Chioggia, per tentativo di frode nell’esercizio del commercio, dal momento che -all’atto del controllo- veniva verificato che sul banco di vendita erano esposte per la vendita diverse specie ittiche e, tra queste, una cassetta priva di qualsiasi etichettatura contente circa kg.10 di orate. Sopra il prodotto ittico vi era un’etichetta recante la dicitura “orata” (Sparus Aurata) euro 10 metodo di pesca: allevato in Spagna, prodotto fresco”, mentre dalla documentazione fiscale acquisita emergeva che le orate provenivano dalla Grecia. Il prodotto in questione per un valore di circa 100 euro veniva sottoposto a sequestro di polizia giudiziaria ed affidato in custodia all’interessato per tenerlo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Giova far presente che i commercianti indicavano la Croazia e la Spagna come luogo di pesca o allevamento, traendo in inganno il consumatore, perché il pesce proveniente da quei Paesi è indubbiamente più pregiato e costoso.

mercoledì 16 marzo 2016

GUARDIA COSTIERA: corsi per l’uso del defibrillatore e di primo soccorso per il personale della Guardia Costiera

Sono stati in questi giorni portati a compimento i corsi di formazione, a favore del personale della Guardia Costiera di Chioggia, sull’uso del defibrillatore e sulla somministrazione dell’ossigeno. I corsi sono stati svolti presso la sede della Capitaneria di Porto di Chioggia grazie alla disponibilità ed alla collaborazione della D.A.N. Europe (Divers Alert Network Europe), un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che si occupa di medicina e ricerca scientifica, con lo scopo di promuovere la sicurezza in mare, con particolare attenzione rivolta ai subacquei sportivi. La formazione, rivolta al personale della Guardia Costiera imbarcato sulle motovedette ed a quello che durante la stagione estiva viene costantemente impiegato a terra nell’operazione “Mare Sicuro”, ha permesso di incrementare le conoscenze relative alle manovre di rianimazione cardiopolmonare con l'uso di defibrillatore DAE e le manovre di disostruzione e somministrazione ossigeno, permettendo il rilascio delle prescritte certificazioni a trenta militari della Guardia Costiera. La formazione è stata resa possibile grazie alla preziosa presenza del sig. GIOVANNELLI Simone (Regional Training Coordinator Italia) e dai sig.ri DAMIAN Andrea e MENEGALDO Mirco (Istruttori D.A.N. Europe) coordinati dal sig. STIRPARO Massimiliano in qualità di Training Manager D.A.N. Europe. La collaborazione proseguirà anche in vista della programmazione delle attività durante la prossima stagione estiva: è stata infatti programmata un’esercitazione di emergenza che vedrà impiegato il personale delle motovedette nel mettere effettivamente in pratica quanto appreso in sede di formazione, con il fine ultimo di implementare la professionalità del personale dedito al soccorso ed alla sicurezza in mare e sulle spiagge.

martedì 1 marzo 2016

SCHERZANO SULLE FREQUENZE RISERVATE 3.000 EURO DI MULTA PER QUATTRO PESCHERECCI

foto di archivio Iniziata nel mese di dicembre, è stata ora portata a termine, con la notifica delle sanzioni amministrative a carico dei trasgressori, una complessa attività, svolta dal personale della Capitaneria di porto di Chioggia e dai funzionari tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico – Ispettorato Territoriale Veneto – Reti e Servizi di comunicazione elettronica. Le attività di indagine sono iniziate nel mese di dicembre quando il personale della Sala Operativa di Chioggia si è accorto di essere “ascoltato”, nelle comunicazioni su frequenze riservate, da alcune unità da pesca professionale che, avendo installato a bordo sistemi in grado di captare i canali radio VHF dedicati al servizio delle motovedette e della Sala Operativa stessa, potevano conoscere in tempo reale tutti movimenti delle motovedette in servizio, in particolare di quelle dedite al controllo dei pescherecci. Un errore è costato tuttavia caro ai pescherecci che, nel trasmettere accidentalmente le proprie comunicazioni sui canali riservati, hanno consentito di intrecciare i dati delle imbarcazioni in mare con la provenienza del segnale, risalendo così agli armatori. foto di archivio Nei giorni successivi sono state attese in porto ed ispezionate quattro unità da pesca della locale marineria. Durante il controllo, ispezionando la plancia e vari alloggiamenti che ne occultavano la vista, il personale tecnico del Ministero dello Sviluppo Economico e quello della Guardia Costiera ha appurato la presenza di vari apparati radio con installati i canali VHF aventi le frequenze che per legge sono riservate all’uso esclusivo al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera. A carico di ciascun armatore è stato elevato verbale per violazione del Codice delle Comunicazioni di € 3.000 (tremila), mentre all’installatore delle apparecchiature sono stati notificati quattro distinti verbali dell’importo di 500,00(cinquecento) ciascuno. Tutte le apparecchiature non in regola, per un totale di 20 apparati RADIO VHF, sono stati sequestrati. I controlli continueranno anche i prossimi giorni a bordo delle unità da pesca onde verificare l’eventuale presenza delle suddette apparecchiature anche su altre unità.