giovedì 20 luglio 2017

GLI ISPETTORI DELLA COMMISSIONE EUROPEA VISITANO IL CO.GE.VO.: TUTTO OK CON IL DECRETO VONGOLE

Ispezione praticamente a sorpresa, ieri pomeriggio, di un nucleo inviato dalla Commissione Europea agli stabilimenti del CoGeVo a Punta Poli. Oggetto della visita, le opportune verifiche comunitarie dell'applicazione del recente decreto sulla taglia minima delle vongole, entrato in vigore a inizio anno: dopo un mercoledì di studio teorico a Caorle, la riprova pratica si è avuta appunto ieri a Chioggia. Soddisfatto il presidente del consorzio, Michele Boscolo Marchi: «I commissari ripartono con esito positivo, è un onore per noi averli avuti qui, perché siamo stati fra gli artefici di questo nuovo regolamento. Abbiamo mostrato tutto quello che facciamo, carte alla mano, mettendo in pratica le teorie riguardo la procedura prevista dal decreto. Auspichiamo di aver dato tutte le risposte che la UE si attendeva. Siamo pescatori responsabili che vogliono gestire il mare rispettando le leggi, diamo garanzie al commercio». Il decreto peraltro riduce da 5 a 4 le giornate di pesca settimanali, e da 6 quintali al giorno a 4 la quantità di molluschi pescabili. Gli ispettori hanno controllato le singole imbarcazioni, affinché non ci fossero a bordo vongole inferiori a 22 millimetri.

giovedì 13 luglio 2017

FERMO BIOLOGICO 2017: 55 GIORNI SENZA PESCA A STRASCICO NÈ INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE

Sono state fissate ieri al ministero le date per il fermo biologico relativo alla pesca a strascico su quasi tutte le coste nazionali. Per il compartimento che va da Trieste ad Ancona, investendo quindi l'Alto Adriatico e la marineria di Chioggia, i pescherecci si fermeranno dal 31 luglio e per tutto il mese di agosto, con ulteriori quindici giorni consecutivi fino al 14 settembre più dieci giorni di fermo “tecnico” da sviluppare entro dieci settimane dall'inizio dell'attività. Ma già in questo mese è vietata la pesca a strascico in Adriatico entro le 6 miglia dalla battigia, fino al prossimo 31 ottobre. All'armatore saranno pagati al massimo 30 giorni di fermo pesca. Non è stato trattato l'argomento della pesca ai piccoli pelagici, come le acciughe e le sardine. I sindacati si sono opposti alla possibilità di sbarco del personale, volto all'incasso veloce con l'assegno di disoccupazione: non è chiaro se vi saranno somme disponibili a pagare il premio che sostituisce la cassa integrazione in deroga.

lunedì 10 luglio 2017

ANCHE PER L'ANNO 2015, NIENTE RIMBORSI DEL FERMO PESCA PER GLI ARMATORI CHE COLLABORANO ALLA RICERCA SCIENTIFICA

È ufficiale, anche per l'anno 2015 non sono stati erogati i contributi del fermo pesca a quegli armatori che hanno supportato le attività di ricerca dell'Ispra, uscendo in mare a campionare gli esemplari nell'operazione di controllo della fauna ittica durante il fermo biologico. Questioni prettamente burocratiche fanno sì che per il secondo anno consecutivo -l'anno scorso erano stati negati i fondi relativi al 2014- diventi sempre più difficile per i pescatori essere disposti a collaborare con le attività dei ricercatori. «I pescatori cosa possono pensare?», chiede l'armatore Denis Padoan al recente convegno dell'Ispra. «Che faccio la ricerca e perdo migliaia di euro negli anni?». Resta davvero difficile capire come mai il bonus che legittimamente spetta agli altri pescatori, costretti a non andare al lavoro per via dei ripopolamento ittico, non valga per chi si impegna in un'attività meritevole, volontaria e soprattutto gratuita.

giovedì 6 luglio 2017

IL PIONIERE CONTESTA LA CAPITANERIA DI JESOLO: "ERAVAMO A 3 MIGLIA E MEZZO"

Torniamo sull'episodio che la scorsa notte ha visto protagonista, al largo di Jesolo, il peschereccio chioggiotto Pioniere perché la situazione è meno chiara e pacifica di come apparso in un primo momento. C'è stata sì una contestazione della Capitaneria di Porto di Piave, la quale ha segnalato l'imbarcazione entro la cerchia delle 3 miglia dove non è possibile gettare le reti, con l'intimazione a ributtare in mare il pescato. Il comandante è più che sicuro che la barca viaggiasse a 3 miglia “grasse”, ovvero oltre le 3 miglia stesse. Inoltre al Pioniere sono state contestate anche le luci spente, mentre i pescatori affermano che erano spente solo in una parte dello scafo. Al proposito, sono stati anche forniti i punti-nave: a parità di latitudine (sia la Capitaneria che l'equipaggio hanno annotato 45°27'54” di latitudine Nord), le note divergono per quanto riguarda la longitudine: 12°42' Est per i militari, 12°40'53” Est per i pescatori. Circostanza questa che porterebbe la posizione a 3.5 miglia, ovvero in una zona consentita. Con la consegna del verbale ci sarà modo per l'armatore del Pioniere di far rilevare l'incongruenza, evitando magari ulteriori sanzioni.

martedì 4 luglio 2017

IL PESCHERECCIO CHIOGGIOTTO "PIONIERE" FERMATO A JESOLO PER PESCA SOTTO COSTA

Il divieto di pesca entro le 3 miglia dalla costa non fa sconti a nessuno. Stanotte attorno alle ore 4 la Capitaneria di Porto di Piave ha fermato, a 2.20 miglia dal litorale di Jesolo, il peschereccio chioggiotto Pioniere: il controllo probabilmente era scattato in seguito alle segnalazioni di danni alle reti da posta. Non c'era solo il Pioniere a pescare entro le tre miglia, e probabilmente la Capitaneria ha registrato anche altre imbarcazioni. Alle ore 5.10 il sito MarineTraffic rintracciava il Pioniere ancora fermo in mare tra Cavallino e Cortellazzo.
L'armatore comunica che è in corso una contestazione, riportata a verbale e fondata su asseriti tracciati nautici, secondo la quale il natante stava pescando poco oltre le 3 miglia.

DEPOSITO GPL: LA MARINERIA DI CHIOGGIA È VERAMENTE CONTRARIA?

DEPOSITO GPL: LA MARINERIA DI CHIOGGIA È VERAMENTE CONTRARIA? Si è svolto sabato scorso in sala consiliare un incontro del comitato No Gpl con alcuni esponenti della pesca chioggiotta organizzata e l’amministrazione comunale rappresentata dal vicesindaco Marco Veronese. In un clima di notevole delusione, all’indomani della decisione del TAR che ha consentito -pressoché definitivamente- la ripresa dei lavori a punta Colombi, si è discusso a proposito delle azioni da intraprendere per continuare la protesta contro il “famigerato“ impianto. Tra le varie ipotesi, la più concreta è stata quella di Michele Boscolo Marchi, presidente del consorzio CoGeVo, che ha proposto di indire una manifestazione a Venezia -sede della Regione Veneto- con pescherecci e pullman. L'idea però è stata sostanzialmente bocciata da Elio Dall’Acqua, rappresentante del Consorzio Armatori Pescherecci di Chioggia, che ha ricordato come difficilmente, in un periodo economico così duro, i comandanti sarebbero propensi a sostenere una spesa di circa 300 euro per spostare le barche fino a Venezia. Lascia comunque pensare, però, il fatto che il comitato (in particolare alcuni suoi rappresentanti di spicco), nell’evidente tentativo di attirare la solidarietà e l’attenzione della pesca, continui a propagandare notizie assolutamente non veritiere riguardo il deposito gpl. Ad esempio: «Quando entreranno le navi gasiere -ha insistito più volte Maria Rosa Boscolo, ex consigliera comunale del PD- il traffico marittimo verrà bloccato per 12 ore». Una circostanza del tutto smentita dalla realtà dei tanti porti italiani, da Ravenna a La Spezia, dove entrano le gasiere e il traffico marittimo non viene di certo bloccato, se non per il tempo del passaggio delle navi nel canale, ovvero qualche decina di minuti. Ma anche: «L’impianto di gpl non solo ci darà problemi per la navigazione -ha ribadito Michele Boscolo Marchi, che è stato consigliere comunale PD- ma ci ha rubato il futuro, in quanto a punta Colombi si sarebbe dovuto trasferire il mercato ittico». Anche questa è un'affermazione non vera, in quanto mai si sarebbe potuto realizzare un mercato di generi alimentari in prossimità del porto commerciale: precise norme di legge tutelano la salute dei consumatori e lo avrebbero radicalmente impedito. Possiamo essere tutti d’accordo che il deposito avrebbe potuto essere realizzato da un’altra parte, come tutte le cose in Italia: dispiace però vedere che proprio chi è stato amministratore del comune di Chioggia (Barbara Penzo ex assessora all’ambiente, Maria Rosa Boscolo Chio e Michele Boscolo Marchi ex consiglieri comunali del PD, Roberto Rossi già consigliere comunale verde) e che quindi ben conosce le cose ribalti completamente la verità. A questo punto la domanda è: ma queste persone sono veramente interessate e convinte di bloccare l’impianto, oppure è solo un tentativo, ben poco nobile, di ottenere visibilità nella speranza di arraffare qualche voto alle prossime elezioni?

DEPOSITO GPL: LA MARINERIA DI CHIOGGIA È VERAMENTE CONTRARIA?

DEPOSITO GPL: LA MARINERIA DI CHIOGGIA È VERAMENTE CONTRARIA? Si è svolto sabato scorso in sala consiliare un incontro del comitato No Gpl con alcuni esponenti della pesca chioggiotta organizzata e l’amministrazione comunale rappresentata dal vicesindaco Marco Veronese. In un clima di notevole delusione, all’indomani della decisione del TAR che ha consentito -pressoché definitivamente- la ripresa dei lavori a punta Colombi, si è discusso a proposito delle azioni da intraprendere per continuare la protesta contro il “famigerato“ impianto. Tra le varie ipotesi, la più concreta è stata quella di Michele Boscolo Marchi, presidente del consorzio CoGeVo, che ha proposto di indire una manifestazione a Venezia -sede della Regione Veneto- con pescherecci e pullman. L'idea però è stata sostanzialmente bocciata da Elio Dall’Acqua, rappresentante del Consorzio Armatori Pescherecci di Chioggia, che ha ricordato come difficilmente, in un periodo economico così duro, i comandanti sarebbero propensi a sostenere una spesa di circa 300 euro per spostare le barche fino a Venezia. Lascia comunque pensare, però, il fatto che il comitato (in particolare alcuni suoi rappresentanti di spicco), nell’evidente tentativo di attirare la solidarietà e l’attenzione della pesca, continui a propagandare notizie assolutamente non veritiere riguardo il deposito gpl. Ad esempio: «Quando entreranno le navi gasiere -ha insistito più volte Maria Rosa Boscolo, ex consigliera comunale del PD- il traffico marittimo verrà bloccato per 12 ore». Una circostanza del tutto smentita dalla realtà dei tanti porti italiani, da Ravenna a La Spezia, dove entrano le gasiere e il traffico marittimo non viene di certo bloccato, se non per il tempo del passaggio delle navi nel canale, ovvero qualche decina di minuti. Ma anche: «L’impianto di gpl non solo ci darà problemi per la navigazione -ha ribadito Michele Boscolo Marchi, che è stato consigliere comunale PD- ma ci ha rubato il futuro, in quanto a punta Colombi si sarebbe dovuto trasferire il mercato ittico». Anche questa è un'affermazione non vera, in quanto mai si sarebbe potuto realizzare un mercato di generi alimentari in prossimità del porto commerciale: precise norme di legge tutelano la salute dei consumatori e lo avrebbero radicalmente impedito. Possiamo essere tutti d’accordo che il deposito avrebbe potuto essere realizzato da un’altra parte, come tutte le cose in Italia: dispiace però vedere che proprio chi è stato amministratore del comune di Chioggia (Barbara Penzo ex assessora all’ambiente, Maria Rosa Boscolo Chio e Michele Boscolo Marchi ex consiglieri comunali del PD, Roberto Rossi già consigliere comunale verde) e che quindi ben conosce le cose ribalti completamente la verità. A questo punto la domanda è: ma queste persone sono veramente interessate e convinte di bloccare l’impianto, oppure è solo un tentativo, ben poco nobile, di ottenere visibilità nella speranza di arraffare qualche voto alle prossime elezioni?