lunedì 27 febbraio 2017

PESCATORI FERMI CONTRO LE MULTE PESANTI, DOMANI MANIFESTAZIONE A ROMA


Un caso più unico che raro in questa stagione, vedere i pescherecci ormeggiati di mattina e di pomeriggio nei canali di Chioggia, durante un lunedì solitamente di lavoro. Spiega Roberto Penzo: «Domani avremo una importante manifestazione a Roma contro la legge 154, che penalizza il sistema pesca con infrazioni pesanti, e quindi abbiamo deciso di fermarci già oggi. Giusto volere delle regole, ma non si può pensare di fare cassa sulle spalle dei pescatori». Stamane intanto un incontro preparatorio alla Capitaneria di Porto ha visto la partecipazione di molti uomini di mare.

domenica 12 febbraio 2017

COLLISIONE IN MARE TRA I PESCHERECCI GULLIVER E ILLIRIA. DANNI NON PESANTI

Nella giornata di venerdì è accaduta una collisione in mare tra due pescherecci chioggiotti, l'Illiria e il Gulliver, ora ormeggiati alla banchina di Punta Poli. Si tratta di due barche che navigano per conto proprio, pescando a ramponi. Sicuramente il mare era mosso, e si sa che con il mare mosso i rischi congeniti all'attività di pesca aumentano. Le immagini rivelano danni non esageratamente pesanti: il Gulliver presenta un'ammaccatura in alto nel mascone di dritta, ovvero la parte rastremata della prua, mentre l'Illiria ha una botta attorno alla metà dello scafo, sempre a dritta e in direzione della prua. Questo lascia intendere che i due mezzi si siano incrociati fra loro, anche se le dinamiche non sono ancora chiare. I comandanti hanno l'obbligo di segnalare alla Capitaneria di Porto l'abbordo in mare entro le 48 ore da quando è avvenuto.

AGGIORNAMENTO DI LUNEDÌ 13: Emergono nuovi particolari dalla collisione avvenuta in mare, a 50 miglia dalle coste, lo scorso venerdì tra i pescherecci chioggiotti Gulliver e Illiria. È stata la prima a subire un'avaria alle pompe, con una piccola perdita d'aria che ha condizionato anche il timone, che non girava più; l'Illiria stava pescando nei paraggi, procedendo con un angolo di 45° di traverso al Gulliver. Al che entrambe le barche si sono fermate ma la collisione è stata inevitabile. Ieri è stata presentata la comunicazione alle autorità competenti, i due pescherecci possono continuare a prendere la strada del mare data l'esiguità dei danni che tuttavia restano ancora da quantificare.

venerdì 10 febbraio 2017

L'ASSESSORA TRAPELLA RISPONDE A BENIAMINO BOSCOLO: I 100MILA EURO LI HANNO PERSI LE PRECEDENTI GIUNTE


«Con riferimento alla questione sollevata dal consigliere Beniamino Boscolo, relativa alla perdita del finanziamento di 100mila euro per la realizzazione di ormeggi all'isola del Buon Castello, voglio precisare che, sebbene assessora alla pesca da poco più di un mese, mi sono da subito interessata alla cosa». Esordisce così una nota dell'assessora Patrizia Trapella, in risposta alle dichiarazioni di Beniamino Boscolo riportate ieri. Prosegue il comunicato: «Un progetto del 2009, iniziato con la giunta di Romano Tiozzo, approvato nel 2010 dal commissario prefettizio, che delegava la materia al settore Lavori Pubblici, infine portato avanti dal 2011 al 2016 dalla giunta Casson. Spiace leggere che questa amministrazione si giustificherà dicendo che la colpa della perdita del finanziamento non è propria, ma non vedo quale altra giustificazione si possa dare».
Continua Trapella: «Importante sottolineare come solo nel 2016, con la nomina di Stefano Penzo a dirigente, è stata evidente l'impossibilità di realizzare il progetto finanziato. Non si capisce, infatti, come è stato possibile pensare di eseguire interventi in un'area a terra quasi interamente di proprietà privata, e in acqua in un ambito di competenza del Magistrato alle Acque, ora Provveditorato alle Opere Pubbliche. Il Comune non aveva titolo».
A marzo 2016 l'amministrazione Casson aveva convenuto di modificare in proposito il progetto iniziale, con formale richiesta alla Regione di cambio dell'ubicazione degli interventi inizialmente previsti al Buon Castello. La Regione rispose il 29 maggio, in piena campagna elettorale per le comunali, dando termine ultimo per la realizzazione dei lavori al 30 ottobre 2016. Il tempo però si è rivelato ovviamente insufficiente a formalizzare un accordo di programma col Provveditorato. Allora si è chiesta la proroga di un anno, negata dalla Regione lo scorso novembre.

sabato 4 febbraio 2017

UN MARCHIO PER LA VONGOLA VERACE DI CHIOGGIA, CONTRO LE CAMPAGNE DI DIFFAMAZIONE


Anche la vongola verace di Chioggia ora ha il suo marchio. Presentata stamane in sala consiliare, la certificazione di origine controllata è iniziativa di una neonata associazione, La Vongola Verace, che raccoglie quattro importanti realtà del territorio: Cam, Clam, Blupesca e Crame. Lo scopo dell'iniziativa è la valorizzazione della conoscenza di questa produzione tipica e la difesa dai comportamenti non consoni di alcuni operatori, che rendono attaccabile il settore. Nei mesi scorsi un servizio tv e alcune “confessioni” tutte da verificare avevano gettato cattiva luce attorno alle vongole lagunari e a chi le pesca: a questo proposito, l'adozione di un marchio è stata caldeggiata anche dall'ufficio servizi veterinari del mercato ittico di Chioggia, proprio per tutelare la sicurezza dei consumatori. «Siamo partiti nel marzo 2014 -ha detto Renzo Morato della Cam- quando la vongola verace della laguna sud è stata inserita nei prodotti tradizionali italiani. Abbiamo dato vita a un comitato scientifico, e ora il marchio può essere utilizzato da pescatori e impianti con caratteristiche precise e prefissate». I presupposti sono positivi, continua Morato: «Se sono rose, fioriranno. Ma serve anche l'apporto dei pescatori».

Buone impressioni anche da Alberto Corrieri di Coopesca («non siamo entrati nel novero dei problemi di cui risente la categoria, intanto il marchio chioggiotto è apprezzabile per evitare certi servizi tv denigratori») e dalle forze sociali coinvolte nel discorso sulla legalità, come i sindacati: il tavolo di confronto con gli enti locali sarà continuo. La consigliera regionale Erika Baldin ha rilevato come «il marchio oltre alla tracciabilità aiuta a evitare anche i traffici abusivi del passato. Si tratta di un prodotto sicuro, sano, qualitativo, senza compromissioni». Il Veneto ha il primato di produzione della vongola filippina, nella quale l'Italia è seconda dopo la Cina: fu introdotta nel 1983, anno in cui si sono consorziate per i controlli le quattro imprese che ora si riconoscono nel marchio della vongola verace chioggiotta.

giovedì 2 febbraio 2017

I CARABINIERI SANZIONANO UN PESCHERECCIO PER 500 EURO

foto di archivio non inerente all'articolo
Mattinata odierna, i carabinieri della Motovedetta CC 803 dipendente da questo Comando Compagnia Carabinieri unitamente a personale del servizio veterinario in forza all’AULSS 3 Serenissima - Distretto di Chioggia, nel corso di un servizio di polizia finalizzato alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia igienico-sanitaria a bordo delle unità da pesca, sottoponeva ad ispezione un motopesca di proprietà di una società chioggiotta. Al momento del controllo il peschereccio aveva appena preso gli ormeggi lungo la banchina del canale S. Domenico interno di via G. Poli in Chioggia, di fronte al Mercato Ittico all’Ingrosso. Sul ponte di coperta dell’imbarcazione vi era diverso prodotto ittico della specie “cefalo dorato”, ammassato e a contatto diretto con il pagliolato del medesimo ponte. Nella circostanza un marinaio del peschereccio stava prendendo tale pescato con una pala in plastica e lo riversava su delle vasche, in condizioni igieniche precarie. Per questo motivo, poiché non erano state adottate le misure necessarie per proteggere il prodotto ittico dal rischio di contaminazione, nel caso specifico derivante dal contatto diretto con il ponte di coperta del motopesca e dalla pala utilizzata, il comandante del peschereccio veniva dichiarato in contravvenzione per l’inosservanza dei requisiti in materia d’igiene per la violazione di cui al Reg. CE n. 852/2004, punita con sanzione amministrativa pecuniaria di € 500,00 (PMR). Il pescato, essendo in gran parte vivo, visionato dai medici veterinari intervenuti che disponevano l’immediato travaso negli appositi contenitori, la cernita e la lavatura utilizzando l’acqua di mare contenuta nei serbatoi del peschereccio per poterlo commercializzare. Autorità amministrativa informata dai militari.

mercoledì 1 febbraio 2017

IN ARRIVO DALLA REGIONE 7 MILIONI PER IL SETTORE ITTICO


La Regione Veneto finanzierà interventi per 7.2 milioni di euro a favore della pesca e dell’acquacoltura. La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore Giuseppe Pan, il provvedimento che dà avvio alle procedure per presentare le domande di contributo. Il provvedimento è ora al vaglio della terza commissione consiliare di palazzo Ferro Fini per il parere di merito. «Abbiamo così messo in moto l’apertura dei bandi 2017 per domande di contributo a valere sulle misure di sviluppo della pesca sostenibile e di sostegno alla commercializzazione e trasformazione dei prodotti ittici finanziate dal Fondo europeo per gli affari marittimi (Feamp)», dichiara l’assessore Pan. «Si tratta della prima tranche di un piano di interventi sostanzioso e articolato del valore complessivo di 45.8 milioni di euro, da qui sino al 2020, cofinanziato da Unione europea (50%), Governo italiano (35%) e dalla Regione Veneto (15%). Il ventaglio delle misure finanziate spazia dal miglioramento della sicurezza dei lavoratori all’efficienza energetica dei pescherecci, dalla diversificazione del reddito dei pescatori al sostegno dell’acquacoltura, al miglioramento della competitività delle imprese che lavorano e commercializzano prodotti ittici».
Nel dettaglio, il provvedimento individua otto misure a sostegno della pesca, cinque per l’acquacoltura e due connesse alla commercializzazione alla trasformazione dei prodotti ittici. Tra le prime ci sono il miglioramento delle condizioni di lavoro dei pescatori, la riduzione dell’impatto della pesca sugli ecosistemi marini e su quelli delle acque interne, la tracciabilità dei prodotti ittici, lo sviluppo di attività complementari alla pesca. Per l’acquacoltura si punta a sviluppare nuove opportunità di mercato e a migliorare le tecniche di allevamento. Infine, per incentivare la trasformazione e la commercializzazione, i fondi Feamp sosterranno investimenti nella trasparenza e tracciabilità dei prodotti ittici, nonché sulle condizioni di igiene e di lavoro degli operatori.

domenica 29 gennaio 2017

VERSO GLI STATI UNITI DELLA PESCA: MARINERIE ASSOCIATE CONTRO LA COMUNITÀ EUROPEA


Si può definire discretamente riuscito l'incontro di ieri all'auditorium San Nicolò di Chioggia, organizzato da Marinerie d'Italia e d'Europa con il segretario nazionale Francesco Caldaroni, avente a tema il decreto legislativo 154/2016 e le annesse sanzioni riguardo il log book di bordo, oltre all'annosa questione del fermo pesca, specie per quanto riguarda il mare Adriatico. Sono intervenuti esponenti di tutte le marinerie d'Italia e anche dai frontalieri croati -la delegazione tunisina è stata trattenuta in patria da un analogo incontro- ed è proprio da questi ultimi che arriva una spinta all'unità delle marinerie nazionali contro i regolamenti dell'Unione Europea: «Gli stessi problemi che avete voi -ha detto Romeo, pescatore croato- li abbiamo anche noi, che siamo arrivati in UE solo tre anni fa. Qui la situazione è migliore che non in Grecia o Albania, ma anche i nostri politici rispondono “cosa possiamo fare?” riguardo tutte le stupidaggini che arrivano da Bruxelles». Quanto all'invocata manifestazione di protesta a Roma -prevista a fine febbraio, dopo un incontro tra i referenti delle marinerie in programma a breve nelle Marche- la delegazione croata suggerisce di spostare il tiro proprio sulla capitale belga, sede del Parlamento europeo: «Bisogna andare là assieme ai francesi e agli spagnoli, perché a Bruxelles nascono i problemi». Le posizioni italiane, per come si sono palesate ieri, sono più sfumate, e c'è chi anche a Chioggia preferirebbe una serie di singole manifestazioni in ogni porto. Elio dall'Acqua, responsabile pesca di Forza Italia a Chioggia, conferma che anche in Croazia la marineria non è così unita, nonostante il comune coinvolgimento nelle politiche UE: «Ci hanno invitato a una loro riunione, come loro sono venuti qua. Andremo con una delegazione da Chioggia, magari composta da quattro o cinque persone». Prove tecniche di Stati Uniti della Pesca, per obiettivi comuni.