mercoledì 22 novembre 2017

SEQUESTRATE NOVE TONNELLATE DI PRODOTTI ITTICI A PORTO VIRO

Nell’ambito della consueta stretta collaborazione che vede congiuntamente impegnati il nucleo ispettori pesca della Capitaneria di Porto di Chioggia ed il comando Carabinieri N.A.S. di Padova, l’attività di controllo compiuta durante la giornata di lunedì 20 novembre nei confronti di un deposito nei pressi di Porto Viro ha portato al sequestro di circa nove tonnellate di prodotti ittici congelati.
La ditta in questione, dedita al commercio di prodotti ittici congelati, da poco costituita come società intestata ad un cittadino rumeno residente nella provincia di Rovigo, ed avente sede legale nella provincia di Vicenza, non è risultata registrata come impresa alimentare ai sensi del regolamento CE 852/2004, risultando così sconosciuta al sistema veterinario nazionale. Il prodotto ittico sottoposto a controllo, consistente in 6894 kg di filetti di salmone congelato ed in 2040 kg di gamberi congelati, è risultata etichettata irregolarmente, in modo da pregiudicarne la possibilità di rintracciabilità a posteriori in caso di necessità, pregiudicando così potenzialmente le tutele a favore della salute dei consumatori. L’ingente quantitativo -circa nove tonnellate- di prodotto ittico, attualmente a disposizione del sindaco di Porto Viro e del servizio veterinario di Adria, è stato sequestrato in forza dell’articolo 6 del regolamento CE n. 852 del 29 aprile 2004, punito dall’articolo 6 comma 3 del decreto legislativo n. 193 del 6 novembre 2007, e per la violazione del regolamento CE 1169/2011 sull’etichettatura, quale sanzione accessoria alla violazione accertata e contestata alla ditta vicentina, punita amministrativamente con la sanzione pecuniaria totale pari a 4500 euro.
L’intervento è stato portato a termine grazie alla pluriennale sinergia instauratasi tra il comando N.A.S. dei Carabinieri di Padova e la sezione Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Chioggia, a contrasto del commercio illegale di prodotti ittici importati nel territorio italiano, a tutela della salute pubblica e difesa del consumatore.

sabato 18 novembre 2017

PESCA SENZA CASSA INTEGRAZIONE NÈ QUALIFICA DI LAVORO USURANTE: SE N'È DISCUSSO IERI A CHIOGGIA

Si è intitolata “Che pesci prendere?” l'iniziativa organizzata ieri mattina al museo civico della laguna sud dal sindacato FLAI CGIL, che ha voluto incontrare i pescatori della marineria di Chioggia per parlare di ammortizzatori sociali, lavori usuranti, malattie professionali, sicurezza nei luoghi di lavoro e applicazione del relativo testo unico. All'iniziativa hanno partecipato -oltre a Ivana Galli del FLAI- altri sindacalisti come Pierpaolo Piva della CISL e Carlo Muccio della UIL, esponenti politici come Lucio Tiozzo del PD e Gilberto Boscolo del M5S, poi Marco Spinadin di Federcoopesca, esponenti delle cooperative, tecnici del settore, Elio dall'Acqua del consorzio armatori, una rappresentanza del CoGeVo. Fra i temi sul tavolo, appunto, il mancato inserimento della pesca nei lavori usuranti ai fini della riforma pensionistica e dello scalone che sta per scattare quale adeguamento anagrafico; inoltre, la considerazione che il ministero per l'Agricoltura e la Pesca copre settori non omogenei, in quanto la prima gode di cassa integrazione mentre la seconda no. Quanto alla formazione, le istanze sono state avanzate in Parlamento ma l'iter è lunghissimo: spesso -dicono i pescatori- a Roma discutono persone che non conoscono la realtà della pesca. Dal canto suo Cristian Varisco, portavoce dell'associazione Nuovi Orizzonti, ha notato come «la pesca subisca decisioni europee più di altri settori, e di queste le linee guida devono essere conoscibili dal pescatore stesso senza essere passibili di interpretazioni equivoche. Manca la percezione che il peschereccio sia un'azienda come quelle di terraferma, e spesso gli enti non comunicano tra loro».

martedì 14 novembre 2017

PESCATORI RIPARATI A PARENZO: CHIOGGIA SI DIVIDE, LE AUTORITÀ ISTRIANE LI ACCOLGONO CON TUTTI GLI ONORI

Ha destato molto interesse, ieri, la pubblicazione della notizia secondo la quale dieci pescherecci della marineria chioggiotta, trovatisi in mare durante il forte maltempo nella notte fra domenica e lunedì, abbiano riparato nel porto istriano di Parenzo. Secondo i più, nei commenti dai network ai caffè della città, sarebbe occorsa una maggior attenzione alle condizioni meteo che sconsigliavano la partenza per il lavoro; qualche pescatore invece, adoperando giustamente la funzione messaggi, ha spiegato che in partenza verso la mezzanotte le condizioni non erano così negative e che indirizzarsi verso la costa opposta aveva anche la funzione di essere più vicini a un porto in caso di peggioramento repentino. Ciononostante, la scelta di salpare è sempre affidata al comandante, e questo va oltre la superficialità di alcune osservazioni.
Giunge intanto stamane la comunicazione che almeno uno dei dieci pescherecci chioggiotti è stato accolto nella rada di Parenzo dal sindaco e dalle autorità locali, dagli esponenti della marineria e della capitaneria con l'offerta di prodotti e di assistenza, oltre all'aiuto per spedire a Chioggia il pesce che era stato comunque pescato nelle ore della burrasca. La fratellanza fra uomini di mare -che conoscono il pericolo e la solidarietà- è stata stavolta più forte dei confini e delle divisioni, anche rispetto a quando alcune barche italiane valicavano puntualmente le regole e le acque internazionali. Grazie Parenzo! Hvala Poreč!

lunedì 13 novembre 2017

DIECI PESCHERECCI CHIOGGIOTTI "SORPRESI" DAL MALTEMPO SI METTONO IN SALVO A PARENZO

Ben dieci pescherecci chioggiotti, "sorpresi" in mare dal forte maltempo in corso nelle ultime ore, sono stati costretti a riparare sulla costa croata, al porto di Parenzo, impossibilitati a tornare indietro come invece hanno fatto altri equipaggi della marineria cittadina -Normalbino e Tritone- tra mille difficoltà. Fra i natanti che hanno sfidato le previsioni di bora scura e tramontana mettendosi in mare, e di cui si conosce il nome in quanto registrati su Marine Traffic, vi sono l'Obbedisco, il Gulliver, il Nonno Gildo, l'Illiria, il Vega e l'Arcobaleno 1. Quasi tutte le altre imbarcazioni non sono partite sotto la pioggia incessante: «Il mare bisogna rispettarlo», dice un pescatore rimasto a riva.

giovedì 9 novembre 2017

SEQUESTRATI 200 KG DI VONGOLE SENZA DOCUMENTI, MULTE PER 3500 EURO AI RESPONSABILI

La scorsa notte in località Cona i carabinieri della Compagnia di Chioggia, coadiuvati dalla stazione di Cavarzere, hanno multato per 2mila euro un 49enne chioggiotto, in quanto stava trasportando 150 kg di vongole veraci prive di documenti che ne attestassero la provenienza. L'uomo è stato fermato in seguito ad un controllo. Nell'ambito dello stesso servizio, gli agenti hanno sequestrato ulteriori 50 kg di vongole senza documenti rinvenute a bordo di un peschereccio, il che ha valso una sanzione amministrativa al proprietario per 1500 euro. Le vongole, dal valore di mercato di 1300 euro, sono state rigettate in mare in quanto ancora vive.

lunedì 6 novembre 2017

NUOVA PAVIMENTAZIONE ESTERNA AL MERCATO ITTICO GRAZIE AI FONDI EUROPEI

Il pavimento esterno al mercato ittico sarà rifatto grazie ai fondi europei. Il progetto presentato dal Comune di Chioggia ha infatti ottenuto il via libera per accedere al finanziamento previsto nell'ambito del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca: si tratta di risorse a fondo perduto per 450mila euro, destinate a demolire l'attuale pavimentazione con asporto del materiale, al ripristino del sottofondo con apporto di ghiaia e stabilizzato, al rifacimento delle linee di fognatura e dei pozzetti nell'ambito dell'intervento, oltre al rifacimento della soletta armata che costituisce la pavimentazione. L'azione si unisce a quella dei patti territoriali: ora -dice l'assessora alla pesca Patrizia Trapella- si attende di ottenere anche i contributi messi a disposizione dal GAC per realizzare ulteriori interventi. Nella zona è imminente -conferma il Comune- anche l'asfaltatura di via Poli.

sabato 21 ottobre 2017

INCONTRO INTERLOCUTORIO, PESCATORI PRONTI A BLOCCARE IL MOSE PUR DI AVERE GLI ORMEGGI

Incontro interlocutorio ieri nella sala riunioni del mercato ittico fra la marineria di Chioggia e l'assessora alla pesca Patrizia Trapella. Tema, le bricole di segnalazione e di ormeggio nei canali del centro storico, segnatamente in riva San Domenico. Nei giorni scorsi il Comune, partecipando ai bandi del Gruppo di Azione Costiera, è riuscito a ottenere 135mila euro di finanziamenti europei per impiantare 60 nuove bricole nel canale; ora l'assessora ha in programma un incontro al Provveditorato per le Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque) assieme a due rappresentanti degli armatori, in uno dei prossimi venerdì, per conoscere i dettagli dell'applicazione. Ma il Provveditorato conferma di essere competente solo per le bricole di navigazione e segnalazione, non per quelle di ormeggio: in altri canali, come ad esempio il Lombardo, i pescatori hanno pagato la concessione per uno spazio acqueo e hanno piantato gli ormeggi da sé.
Da un lato Trapella afferma che la questione non è di competenza del Comune, bensì della Regione e del Provveditorato stesso, dall'altra i pescatori sostengono che la cifra necessaria per riqualificare gli ormeggi non sia così elevata, aggirandosi attorno a 50mila euro, e si sono dimostrati perplessi riguardo l'iniziativa di ieri, dicendosi pronti anche a bloccare l'installazione delle paratoie del Mose pur di avere gli ormeggi. Pochi dubbi invece sul sostegno della categoria al ricorso legale intentato dal comitato No Gpl: i pescatori sostengono di essere i più penalizzati dall'ingresso delle navi gasiere. Nei prossimi giorni le riunioni delle varie cooperative e consorzi per stabilire l'ammontare del supporto in denaro alla causa del comitato.