mercoledì 15 marzo 2017

"ECCO PERCHÉ LE RETI CHE LA LEGGE CI IMPONE NON FUNZIONANO"

La protesta dei pescatori di tutta Italia contro la legge 154 e le sue sanzioni pesanti attende ancora qualche giorno mentre i capigruppo della commissione pesca di Montecitorio decidono se modificare la legge oppure no. Intanto, sulla riva del canal Lombardo a Chioggia, un pescatore illustra plasticamente a Chioggia Azzurra i motivi per cui le reti imposte non riescono a trattenere il pesce, che fugge dalle maglie e resta in acqua ancorché già morto.

sabato 4 marzo 2017

I PESCATORI TORNATI DA ROMA RIFERISCONO ALLA MARINERIA: “LA LEGGE 154 CAMBI ENTRO MARZO O CI FERMIAMO ANCORA”. DA LUNEDÌ IN MARE

Animata assemblea dei pescatori di Chioggia ieri pomeriggio in sala consiliare. La delegazione tornata dagli incontri romani al ministero ha riferito all'intera marineria i loro esiti, ovvero la possibilità -tutta da esplorare- che i capigruppo parlamentari nella commissione pesca si possano accordare per rivedere la detestata legge 154, come auspicato dal sottosegretario Castiglione. Il prossimo passaggio è un altro meeting, giovedì 9 marzo sempre nella capitale, con l'Alleanza delle cooperative per verificare la tenuta dell'accordo: «Ci sarà ancora una nostra rappresentanza», dice Elio dall'Acqua del Consorzio Armatori Pescherecci Chioggia. Qualora entro fine mese non fosse partito l'iter per rivedere la legge in commissione, è intenzione delle marinerie di fermarsi ancora: le barche sono rimaste a riva già in tutta questa settimana, lunedì 6 marzo il ritorno al lavoro.

la playlist degli interventi

venerdì 3 marzo 2017

PUBBLICATI I BANDI REGIONALI PER IL SETTORE ITTICO, ARRIVANO 7 MILIONI


La Regione Veneto apre i termini per raccogliere le domande per accedere ai 7.2 milioni di euro di fondi Feamp a favore della pesca e dell’acquacoltura. Il Bollettino ufficiale della Regione del Veneto pubblica oggi il provvedimento che dà avvio alle procedure dei bandi: le domande di contributo potranno essere presentate entro la prossima Pasqua (16 aprile). «Con l’apertura dei bandi 2017 per domande di contributo a valere sulle misure di sviluppo della pesca sostenibile e di sostegno alla commercializzazione e trasformazione dei prodotti ittici finanziate dal Fondo europeo per gli affari marittimi (Feamp) –dichiara l’assessore Giuseppe Pan- parte la prima tranches di un piano di interventi sostanzioso e articolato del valore complessivo di 45,8 milioni di euro, da qui sino al 2020, cofinanziato da Unione europea (50%), Governo italiano (35%) e dalla Regione Veneto (15%). Il ventaglio delle misure finanziate spazia dal miglioramento della sicurezza dei lavoratori all’efficienza energetica dei pescherecci, dalla diversificazione del reddito dei pescatori al sostegno dell’acquacoltura, al miglioramento della competitività delle imprese che lavorano e commercializzano prodotti ittici». Nel dettaglio, i bandi sono relativi a 8 misure a sostegno della pesca, 5 per l’acquacoltura e 2 connesse alla promozione della filiera e alla commercializzazione e trasformazione dei prodotti ittici. Tra le prime ci sono il miglioramento delle condizioni di lavoro dei pescatori, la riduzione dell’impatto della pesca sugli ecosistemi marini e su quelli delle acque interne, la tracciabilità dei prodotti ittici, lo sviluppo di attività complementari alla pesca. Per l’acquacoltura si punta a sviluppare nuove opportunità di mercato e a migliorare le tecniche di allevamento. Infine, per incentivare la trasformazione e la commercializzazione, i fondi Feamp sosterranno investimenti nella trasparenza e tracciabilità dei prodotti ittici, nonché sulle condizioni di igiene e di lavoro degli operatori.

giovedì 2 marzo 2017

I PESCATORI DI RITORNO DA ROMA: “NÉ UNA VITTORIA, NÉ UNA SCONFITTA”


Ancora una giornata interlocutoria nei palazzi romani per le marinerie di tutta Italia. Una loro delegazione -che comprendeva anche il chioggiotto Roberto Penzo “Tanfa”- avrebbe dovuto incontrare stamane il ministro della pesca Maurizio Martina, ma si sono presentati solo il sottosegretario Giuseppe Castiglione e il direttore generale del settore Riccardo Rigillo: obiettivo, strappare la possibilità di una modifica alla legge 154 che impone sanzioni amministrative pesanti dopo la depenalizzazione della pesca sotto misura. «Non portiamo a casa una vittoria né una sconfitta», racconta Elio dall'Acqua del Consorzio Armatori Pescherecci Chioggia. «I nostri interlocutori ci hanno detto che personalmente non possono intervenire sulla legge, ma se le forze politiche che l'hanno approvata -tramite i rispettivi capigruppo- allestiscono una bozza di riforma, la si può rivedere». Castiglione si è preso l'impegno di riunire i capigruppo entro circa 15 giorni: se riesce a farli firmare tutti, la legge si può rivedere in tempi celeri anziché aspettare il mese di maggio, come dal foglio siglato l'altro giorno da tre senatori della commissione pesca. Nel momento in cui scriviamo i circa 50 pescatori chioggiotti scesi a Roma stanno rientrando in laguna, intenzionati a spiegare le novità a tutta la marineria, attraverso una iniziativa in città da svolgersi magari già nella giornata di domani.

ANCHE UN CHIOGGIOTTO NELLA DELEGAZIONE CHE INCONTRA IL MINISTRO MARTINA


Dopo la partecipata iniziativa di martedì scorso, stamane alle ore 9 le Marinerie d'Italia sono state ricevute a Roma dal ministro Martina: della ristretta delegazione di cinque persone, in rappresentanza di tutte le regioni, per l'Alto Adriatico ha fatto parte anche il pescatore chioggiotto Roberto Penzo detto Tanfa. In tutto i chioggiotti nella capitale oggi sono circa 50, partiti fra le 3 e le 4 di notte con auto private e treni: «Stavolta non indossiamo le singole magliette», sostiene Cristian Varisco di Nuovi Orizzonti. «Anche noi partecipiamo alla grande iniziativa senza se e senza ma, non ci sono categorie o associazioni ma solo pescatori». Ieri il sostegno dell'amministrazione comunale durante un sit-in in municipio.

mercoledì 1 marzo 2017

SALTA L'INCONTRO COL MINISTRO, PESCATORI DI NUOVO A ROMA DOMANI CONTRO LA LEGGE 154


I pescatori non demordono. Dopo la partecipata iniziativa di ieri, oggi non c'è stato il previsto incontro col ministro Martina, quindi anche domani le marinerie d'Italia saranno in piazza Montecitorio: l'appuntamento è per le 9 di mattina. «Manifesteremo in modo intelligente», dice Elio dall'Acqua del Consorzio Armatori Pescherecci Chioggia, che con altri cinquanta chioggiotti stanotte alle 3 partirà per la capitale, dopo averlo ratificato durante un sit-in pomeridiano in municipio. Salgono così a 4 i giorni di agitazione del settore contro la legge 154, con le barche che non prendono la via del mare per cento ore consecutive.

Elio dall'Acqua

DUEMILA PESCATORI A ROMA PER LO STOP ALLA LEGGE 154: VERRÀ DISCUSSO A MAGGIO

Duemila pescatori da tutta Italia, circa venti i chioggiotti, ieri hanno manifestato a Roma per chiedere di cambiare la legge 154 che impone contravvenzioni notevoli, anche nell'ordine delle decine di migliaia di euro, dopo la depenalizzazione della pesca sottotaglia. L'agitazione, organizzata da Marinerie d'Italia e d'Europa col suo presidente Francesco Caldaroni, è stata molto animata e rumorosa, con fumogeni accesi davanti a Montecitorio e cori contro la classe politica.
Elio dall'Acqua del Consorzio Armatori Pescherecci di Chioggia riferisce che una delegazione composta da lavoratori di tutte le regioni è stata ricevuta dalle ore 15 alle 18 in Parlamento, dopo un incontro a mezzogiorno al Ministero per l'agricoltura col direttore generale della pesca Riccardo Rigillo, che non aveva portato ad impegni scritti.

I pescatori hanno invece strappato l'impegno a trattare la questione 154 in commissione pesca entro il mese di maggio -prima non è possibile per le pratiche di calendario- con un foglio sottoscritto da tre membri della commissione stessa: Nicodemo Oliverio (calabrese del PD), Adriano Zaccagnini (romano eletto col M5S e ora passato ai Democratici e Progressisti di Bersani, via SEL), Giuseppe L'Abbate, pugliese del M5S. Con la folla dei pescatori ha parlato anche Laura Venittelli, responsabile nazionale pesca del PD.
Da segnalare comunque l'insoddisfazione dei siciliani, dal momento che l'accordo non menziona le questioni che a loro stanno più a cuore, ovvero le specificità del pesce spada, del tonno, della pesca a palangaro e delle telecamere nello strascico: le marinerie chiedono infatti l'armonizzazione con le leggi europee e la licenza di tenere a bordo più di un attrezzo topico.
Le delegazioni dell'isola hanno ottenuto la solidarietà dei colleghi del resto d'Italia, e qualcuno di sera è tornato al paese a fermare le barche che stavano uscendo in mare: anche oggi braccia incrociate fino a mezzanotte, quando i pescherecci torneranno a prendere la via dell'acqua. Nel frattempo stamane le Marinerie d'Italia hanno un incontro col ministro Martina, cui viene chiesta una promessa scritta di revisione della legge 154.