giovedì 5 aprile 2018

PESCA ALLE SEPPIE, PROTESTA CONTRO L'ESTRAZIONE DEI POSTI: “CI TOCCA ANDARE CON VENEZIA”

Le reti poggiate sul marciapiede, i fari di bordo accesi. Si è consumata così la protesta di quattro famiglie di pescatori, dediti alla pesca delle seppie con reti da posta, vittime a loro dire del sistema di estrazione dei posti nel compartimento di Chioggia che penalizza la loro esperienza: «Per lavorare ho dovuto spostare l'attività sotto il Comune di Venezia e avere obbligatoriamente un socio», dice uno dei pescatori. «Perché davanti Ca' Roman è possibile installare le reti a propria discrezione, invece da questa parte non è possibile, e non basta avere le carte in regola». Un mestiere sempre più difficile, che l'anno scorso per via dei “colpi di mare” ha lasciato anche debiti, con la perdita delle reti: «I cogolli possono essere messi solo in determinate posizioni, che l'esperienza del pescatore conosce», gli fa eco un compagno di lavoro. «Non si può prescindere dal giro d'acqua, dalla marea, dalla corrente: noi sappiamo dove metterle, e dove evitare i pericoli. L'estrazione compromette il pescato e quindi il reddito». I pescatori di seppie chiedono rispetto ai colleghi e si appellano alle autorità, affinché venga rivisto il criterio di assegnazione dei posti, dal momento che altre barche sono impegnate comunque in ulteriori attività di pesca rispetto alle seppie: «Siamo in pochi e spendiamo migliaia di euro per carte bollate. A noi piace questo lavoro, abbiamo cinquant'anni e non ci sentiamo dei delinquenti»

venerdì 23 marzo 2018

INCIDENTE A BORDO, GIOVANE PESCATORE PERDE UN PEZZO DI FALANGE

Nella notte tra martedì e mercoledì, durante l'ultima calata di reti, un giovane marittimo in forza al peschereccio Tenace di Chioggia si è infortunato a bordo dell'imbarcazione. Per la precisione, gli si è incastrato il dito mignolo attorno ad un attrezzo: prontamente sbarcato, il pescatore è stato ricoverato all'ospedale cittadino, da dove è stato presto dimesso, non prima di essere stato operato con un piccolo intervento. Purtroppo il ragazzo ha subìto l'asportazione di un modesto pezzo della falange. L'infortunio è stato regolarmente denunciato alla Capitaneria di Porto, come da normativa che obbliga il comandante. Complici della spiacevole circostanza anche le condizioni difficili del mare, assai mosso per via della bora: ancora una volta il mare dimostra di essere il pane ma anche la pena di chi lo vive per lavoro, come da secoli i chioggiotti sanno.

martedì 20 marzo 2018

ASSEGNATI GLI SPAZI ACQUEI ALLE NASSE PER LE SEPPIE: È POLEMICA CON ALCUNI VONGOLARI

Sono stati assegnati ieri, tramite estrazione, i 27 spazi acquei per la posa delle nasse necessarie alla pesca alle seppie. Alcune di tali aree sono state occupate da vongolari con doppia licenza, i quali ovvero possono anche esercitare la professione in mare aperto: il fatto ha provocato la reazione di alcuni pescatori che invece si dedicano esclusivamente al sistema delle reti “da posta”, ritenendosi penalizzati dal fatto che chi svolge l'attività si trova incastrato, dovendo concedere spazio vitale, mentre chi ha la doppia licenza può ricavare introito anche altrimenti. Lo scorso anno la circostanza non si era verificata, dal momento che le nasse erano state calate solo da chi non andava contemporaneamente a pescare vongole. I pescatori di seppie, che fanno parte del consorzio CoVePa, sostengono che non vengono rispettati i loro diritti, e che spesso anzi le loro reti vengono distrutte, non riuscendo così a conseguire un reddito sufficiente alle necessità vitali.

mercoledì 28 febbraio 2018

AL VEGA 6MILA EURO DI CONTRAVVENZIONE IN CROAZIA, PESCHERECCIO DISSEQUESTRATO

Le autorità istriane hanno comunicato oggi all'armatore e al capitano dell'imbarcazione, trattenuta nel porto di Umago, il provvedimento di dissequestro previo pagamento di una sanzione ammontante a circa 6mila euro. I sei pescatori potranno fare ritorno a casa entro la giornata di domani.

martedì 27 febbraio 2018

IL PESCHERECCIO VEGA BLOCCATO DALLA GUARDIA COSTIERA CROATA IN PORTO A UMAGO, SANZIONE IN ARRIVO

Nel pomeriggio di oggi il motopeschereccio Vega, facente parte della marineria chioggiotta, è stato fermato dalla Guardia Costiera croata in acque contestate, e accompagnato nel porto di Umago dove si trova tutt'ora. Il suo equipaggio è composto da sei persone, tutte in buone condizioni. L'armatore sostiene che la barca stesse pescando fuori dalle acque territoriali croate e sia stata poi invitata dalla vedetta a seguirla fino alle rive dell'Istria. La Capitaneria di Porto di Chioggia è stata informata dall'armatore stesso, senza contatti iniziali con la controparte. Il caso è gestito dalle rispettive autorità ministeriali.
Ancora non si conosce se l'imbarcazione sia stata posta sotto sequestro: è assai probabile che la situazione verrà sbloccata entro un paio di giorni, previo pagamento di una sanzione pecuniaria nell'ordine delle migliaia o decine di migliaia di euro. A quanto si apprende, una delle cause del fermo consisterebbe nell'aver spento a bordo il segnalatore di posizione AIS, sparito improvvisamente dai controlli informatici in rete: per manomissioni di questo genere, la scorsa settimana alcuni pescherecci erano stati convocati dalla Capitaneria clodiense che li aveva avvertiti del rischio di controlli sull'altra sponda adriatica. Non molti i motopesca che assieme al Vega avevano preso la via del mare nelle prime ore della giornata, a causa del maltempo: altri hanno fatto a tempo a tornare indietro dal largo.
Lo stesso Vega risulta tra quei battelli coinvolti dalle brutte condizioni meteo lo scorso 13 novembre, quando una decina di m/p chioggiotti furono sorpresi in mare da pioggia e vento, riparando così nella rada di Parenzo. Come accadeva decine di anni fa, sempre più diffusamente certi capitani e pescatori si spingono in acque internazionali, affermando che in quelle italiane ormai il pesce stia scarseggiando: il timore generalizzato è che possano accadere altri episodi come quello odierno.

Video di Sandra Vizintin

mercoledì 21 febbraio 2018

IL BANDO PER ORMEGGIARE LA PROPRIA BARCA LUNGO IL CANAL VENA SCADE IL 16 MARZO

È stato pubblicato all’albo pretorio del Comune di Chioggia, nei siti internet istituzionali del Comune (www.chioggia.org) e di SST (www.sstchioggia.it), il bando per la formazione di una graduatoria finalizzata all’assegnazione degli spazi acquei per ormeggi individuati nel Canal Vena, per i quali non è stata ancora rilasciata una concessione comunale. Per partecipare al bando, il richiedente deve essere già proprietario di un’unità di navigazione alla data di presentazione della domanda, con una delle seguenti tre caratteristiche:
Tipo A, da metri 6 x 2
Tipo B, da metri 8 x 3
Tipo C, da metri 10 x 3.

La domanda di partecipazione al bando deve essere compilata secondo il modello appositamente predisposto come allegato “A” al bando di concorso, e deve essere presentato a mano -oppure a mezzo servizio postale con raccomandata A/R- entro le ore 12 del prossimo 16 marzo (pena l’esclusione dal bando) all’ufficio Protocollo di SST in via Poli 1 a Chioggia, dal lunedì al venerdì, con orario 8.30-12.30 e 14.30-17. Ogni singola domanda dovrà essere contenuta in una singola busta, apponendovi all’esterno la scritta "bando per l'assegnazione dei posti barca nel canal Vena del Comune di Chioggia", accludendo alla domanda tutti i documenti richiesti. Nell'assegnazione degli spazi acquei per le imbarcazioni verranno osservati i criteri stabiliti con delibera del consiglio comunale n. 36 del 29 aprile 2010. La graduatoria di assegnazione dei posti di ormeggio sarà pubblicata all’albo pretorio del Comune di Chioggia e nei siti internet istituzionali del Comune e di SST.
«Era necessario - spiega il sindaco Ferro - procedere alla pubblicazione di questo bando per arrivare finalmente ad una corretta assegnazione degli spazi acquei e per mettere ordine e regolarizzare i posti barca lungo il canale che attraversa tutto il centro storico. Il canal Vena, così come gli altri canali di Chioggia, è un fiore all’occhiello della città ed attrazione per i turisti. Con questo bando sarà concessa la possibilità a chi ha un’imbarcazione di poter ormeggiare lungo i canali, nel rispetto delle norme vigenti».

venerdì 16 febbraio 2018

GLI SGRAVI FISCALI ALLA PESCA SONO SALVI: "NON SONO AIUTI DI STATO" SECONDO I MINISTERI

Anche per il 2018 continueranno a vigere gli sgravi contributivi e le deduzioni Irpef al 45% previste dalla legge 30/1998 nei confronti di alcune categorie, tra cui i lavoratori del mare. Lo hanno stabilito i ministeri del Lavoro e delle Politiche Agricole a Roma lo scorso mercoledì 14 febbraio, scongiurando la minaccia che venissero configurati quali “aiuti di Stato” e quindi bocciati in sede europea: se così fosse stato - afferma Alberto Corrieri, direttore di Coopesca - gli armatori avrebbero dovuto restituire ingenti somme, esponendo i pescherecci al rischio chiusura o all'angoscia di dover ridimensionare gli equipaggi. Dopo l'incontro con le associazioni di categoria, che hanno fatto pressioni sui ministeri e sulla classe politica come rivendicato ieri a Chioggia dal sottosegretario Pier Paolo Baretta, si attende ora la formalità della firma per quanto riguarda la circolare del governo.